Sette persone e due istituti di ricerca

Londra sanziona individui ed enti russi per l'avvelenamento di Navalny

Segue la decisione, molto simile, presa pochi giorni prima da Bruxelles

06 Lug 2026 - 16:43
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Il governo britannico ha annunciato di aver sanzionato sette individui e due istituti di ricerca russi accusati di aver sviluppato armi chimiche utilizzate per avvelenare il leader dell'opposizione russa Alexei Navalny nel 2024, nonché un cittadino britannico nel 2018. Gli individui e le entità sanzionati sono "coinvolti nella ricerca, nello sviluppo e nella produzione degli agenti nervini letali Novichok e della tossina letale epibatidina, utilizzati nell'avvelenamento di Alexei Navalny e Dawn Sturgess", ha dichiarato il ministero degli Esteri in un comunicato. Decisione che arriva dopo quella presa dal Consiglio Ue il 3 luglio, quando Bruxelles ha fatto sapere di aver sanzionato sei cittadini russi per lo stesso motivo.

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"L'uso ripetuto di armi chimiche da parte della Russia costituisce una violazione oltraggiosa del diritto internazionale e una minaccia diretta alla sicurezza globale", ha dichiarato il ministro degli Esteri Yvette Cooper. I due enti presi di mira sono l'istituto di ricerca SC Signal e l'istituto di ricerca medico-militare GNIII VM. I sette individui sanzionati sono funzionari di questi istituti, secondo quanto riferito dal Foreign Office. Dawn Sturgess, una madre britannica di 44 anni, è stata vittima collaterale dell'avvelenamento da Novichok dell'ex agente russo Sergei Skripal e di sua figlia Yulia a Salisbury, nel sud dell'Inghilterra. Gli Skripal sono sopravvissuti. La signora Sturgess è morta nel luglio 2018 dopo essere stata contaminata dall'agente nervino utilizzando quello che credeva essere profumo in una bottiglia che il suo compagno aveva trovato in un cestino della spazzatura. Navalny, principale oppositore politico di Putin, è morto nel febbraio 2024 in circostanze non chiare, mentre si trovava in prigione.

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