Speciale Il caso Epstein
Oltre 6mila mail scambiate con il finanziere

Caso Epstein, arrestato anche l'ex ambasciatore britannico Peter Mandelson: "Rivelò segreti di Stato"

Dopo il fermo dell'ex principe Andrea, anche uno dei più potenti politici laburisti degli anni Duemila è travolto dal suo rapporto con Epstein

23 Feb 2026 - 20:40
 © Ansa

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L'ex ambasciatore del Regno Unito Peter Mandelson è stato arrestato da Scotland Yard. Dopo il clamoroso fermo dell'ormai ex principe Andrea, anche un altro personaggio di spicco della politica britannica dei primi anni Duemila è travolto a livello giudiziario dai suoi stretti legami con il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein. Il fedelissimo di Tony Blair è accusato, come Andrew Mountbatten-Windsor, di "cattiva condotta nell'esercizio di una pubblica funzione". In particolare, avrebbe rivelato proprio a Epstein una serie di segreti di Stato. Per i suoi rapporti con Epstein, Mandelson era stato dismesso dal suo ruolo di ambasciatore britannico poche settimane fa. 

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L'arresto di Mandelson e l'accusa

 A comunicare l'arresto è stata la stessa polizia metropolitana di Londra, che ha comunicato il fermo di "un uomo di 72 anni" identificato come l'ex ambasciatore. Sono diverse settimane, infatti, che la polizia sta indagando su Mandelson in merito a documenti che suggeriscono che egli abbia passato informazioni governative sensibili a Jeffrey Epstein un decennio e mezzo fa. Un'indagine portata avanti in parallelo con quella sul principe Andrea. Al momento Mandelson non è accusato di alcun reato di natura sessuale, ma nei documenti recentemente rilasciati su Epstein risultano oltre 6mila email scambiate tra il laburista e il finanziere americano. Una relazione, quella tra i due, nata grazie a Ghislaine Maxwell, complice di Epstein, e diventata una vera e propria amicizia.

I legami con Epstein e quelle mail sulla politica britannica

 Il contenuto delle accuse a Mandelson, anche se non ancora rese pubbliche in dettaglio, sono prevedibili a partire proprio dagli ultimi documenti rilasciati dal dipartimento di Giustizia americano. Negli scambi epistolari (elettronici) con Epstein, si evince che l'ex commissario Ue per il Commercio avrebbe fornito informazioni politiche in tempo reale dall'interno del governo britannico, ricevendo consigli dallo stesso faccendiere americano. Non solo. Mandelson, che più volte si sarebbe recato sull'isola degli orrori di Little Saint James, si sarebbe affidato a Epstein come consulente di carriera e mediatore durante la sua transizione post-ministeriale nel mondo della finanza.

Come ricompensa, avrebbe presentato Epstein a contatti commerciali cinesi e russi. Il rapporto è durato ininterrottamente per almeno quattordici anni nonostante l'arresto di Epstein, la sua condanna e le crescenti rivelazioni pubbliche sulla sua attività di traffico sessuale. Fatti di cui lo stesso Mandelson sarebbe stato al corrente, come dimostra una mail in cui descrive come "solo la punta dell'iceberg" una serie di accuse di "atti sessuali" con minorenni contro Epstein. In un altro scambio di mail, datato 2009, Jeffrey Epstein sarebbe arrivato a consigliare a Mandelson come comportarsi con l'allora primo ministro Gordon Brown: "Non ti consiglio di dirgli di dimettersi".

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