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Iran, Trump avvisa: "Colpiremo venti volte più forte se Teheran fermasse flussi di petrolio" | Iran: non ne uscirà un litro fin quando saremo in guerra

Intanto le forze israeliane continuano a colpire il Libano. Missili e droni iraniani sugli Emirati Arabi Uniti

10 Mar 2026 - 08:34
 © Ansa

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Undicesimo giorno di conflitto in Medio Oriente, il secondo dopo l'elezione della nuova Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei, scelta duramente criticata dal presidente Usa Donald Trump che ha assicurato: "La guerra è praticamente finita". Il tycoon, che avrebbe preferito una soluzione più simile a quanto accaduto in Venezuela, ha anche avvisato Teheran: "Colpiremo 20 volte più forte se fermano i flussi di petrolio". Il monito anche dopo i continui saliscendi del prezzo del brent, che solo nelle ultime ore è tornato sotto i 90 dollari al barile. Pronta la risposta del portavoce delle Guardie Rivoluzionarie Mohammad Ali Naeini: "Di petrolio non ne uscirà un litro finché saremo in guerra". Intanto, non si fermano gli attacchi in Libano da parte dell'esercito israeliano, con e né negli Emirati Arabi Uniti dove sono caduti missili iraniani.


Secondo quanto riferito dalla Bbc, l'ambasciata statunitense a Beirut esorta i suoi cittadini a trovare un "rifugio" se non intendono lasciare il Libano. In un avviso di sicurezza emesso stamani, l'ambasciata afferma che i cittadini statunitensi "dovrebbero seriamente considerare" di lasciare il Paese con i voli della Middle East Airlines in partenza dall'aeroporto Rafic Hariri di Beirut, se ritengono che sia sicuro farlo.


"L'Iran non permetterà l'esportazione di nemmeno un litro di petrolio dalla regione fino a nuovo avviso al nemico ostile e ai suoi partner, finché continuerà l'aggressione degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran e le sue infrastrutture civili": lo ha detto il portavoce delle Guardie Rivoluzionarie Mohammad Ali Naeini. Riferendosi alle dichiarazioni del presidente Donald Trump, secondo cui la potenza militare dell'Iran è diminuita, Naeini ha affermato che sono le forze statunitensi a indebolirsi. "Ora, gli americani cercano una fine onorevole della guerra, poiché tutte le loro infrastrutture militari sono state distrutte nella regione del Golfo Persico", ha aggiunto, citato da Tasnim.


L'Iran ha lanciato nuovi attacchi contro i paesi del Golfo: le sirene di allarme missilistico hanno suonato nelle prime ore del mattino a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, e in Bahrein. Riad ha distrutto due droni nella sua regione orientale ricca di petrolio. Il Kuwait ha invece abbattuto sei droni. I Pasdaran hanno poi annunciato di aver "colpito" la base aerea americana di Al-Harir, nel Kurdistan iracheno, bersagliata con "5 missili".


"Uno shock stagflazionistico sostanziale." Con queste parole il commissario Ue all'Economia Valdis Dombrovskis ha acceso un faro su uno degli scenari più temuti dagli economisti, parlando prima dell'Eurogruppo a Bruxelles. Ecco cos'è e perché l'Europa la teme


I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno annunciato di aver attaccato una base statunitense nel Kurdistan iracheno. "Il quartier generale dell'esercito statunitense invasore nella base aerea di Al-Harir, nella regione del Kurdistan, è stato preso di mira con cinque missili", hanno dichiarato le Guardie in una dichiarazione sul loro canale Telegram.


Il portavoce arabo dell'esercito israeliano, il colonnello Avichay Adraee, ha nuovamente avvertito gli abitanti del Libano meridionale, che si trovano a sud del fiume Litani: "Le Idf stanno operando con grande forza nella zona, per la vostra sicurezza dovete evacuare immediatamente le vostre case e dirigervi a nord del Litani". Inoltre, le Forze di difesa israeliane affermano di aver completato un'ondata di attacchi aerei contro filiali dell'associazione Al-Qard al-Hasan, legata a Hezbollah e nota per essere utilizzata dal gruppo come rete finanziaria parallela. Secondo l'esercito, i raid condotti ieri hanno colpito diverse strutture e caveau dell'associazione. Nell'ultima settimana, ha dichiarato l'Idf, circa 30 strutture dell'istituzione finanziaria sono state colpite in tutto il Libano. L'esercito afferma che l'associazione viene utilizzata da Hezbollah per conservare denaro, gestire gli stipendi dei suoi operativi, trasferire fondi dall'Iran e acquistare armi.


Secondo quanto riportato da Afp, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una intervista all'emittente americana Pbs News, ha affermato che il Paese continuerà gli attacchi missilistici finché sarà necessario. Araghchi ha escluso i colloqui dopo che il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che la guerra con l'Iran finirà "molto presto". Inoltre, ha sottolineato che: "L'Iran è pronto a continuare gli attacchi missilistici e che i negoziati con gli Stati Uniti non sono più all'ordine del giorno".


Una nuova ondata di attacchi aerei ha colpito nella notte tra lunedì e martedì 10 marzo la capitale iraniana Teheran e altre città del Paese, provocando forti esplosioni e vittime tra i civili. Stando a quanto riferito da corrispondenti di Al Jazeera, almeno 40 persone sono morte in uno dei bombardamenti che ha colpito aree residenziali della capitale iraniana. Raid sono stati segnalati anche in altre città, dove in alcuni casi si registrano interruzioni delle forniture di energia elettrica. Nonostante i tentativi diplomatici di alcuni Paesi per ridurre le tensioni, la situazione sul terreno appare ancora lontana da una de-escalation. La Mezzaluna Rossa iraniana ha ribadito frattanto la popolazione a evitare l'esposizione alla pioggia caduta sulla capitale dopo i bombardamenti iraniani contro decine di siti di stoccaggio petrolifero del Paese.


Se "fermasse il flusso di petrolio nello Stretto di Hormuz", l'Iran verrebbe colpito dagli Usa "venti volte più forte" di quanto fatto finora. È il monito del presidente Donald Trump. Il tycoon su Truth ha aggiunto che sarebbero eliminati "obiettivi facilmente distruggibili che renderebbero virtualmente impossibile per l'Iran ricostruirsi, come nazione. Morte, Fuoco e Furia regnerebbero su di loro. Ma spero, e prego, che ciò non accada! Questo è un regalo Usa alla Cina e a tutte le nazioni che sfruttano intensamente lo Stretto di Hormuz. Spero sia un gesto che sarà molto apprezzato".


L'Iran non vede più alcun margine per una soluzione diplomatica alle ostilità con gli Stati Uniti e si prepara a un conflitto di lunga durata. Lo ha dichiarato Kamal Kharazi, consigliere per la politica estera della Guida suprema iraniana, in un'intervista concessa all'emittente televisiva statunitense Cnn. "Non vedo più spazio per la diplomazia", ha affermato Kharazi, accusando il presidente statunitense Donald Trump di "aver ingannato gli interlocutori e non aver mantenuto le promesse" durante precedenti negoziati. Il dirigente iraniano ha aggiunto che le forze armate del Paese sono pronte a sostenere il conflitto ancora a lungo.


L'esercito israeliano ha condotto nella notte attacchi aerei su diverse località del sud e dell'est del Libano, roccaforti del movimento sciita filo-iraniano Hezbollah. Lo ha riferito l'Agenzia nazionale di informazione libanese (Ani), secondo la quale l'aviazione israeliana ha bombardato diversi villaggi nelle regioni di Tiro e Jezzine (sud) e gli attacchi hanno colpito anche la parte occidentale della Bekaa (est).


Gli Emirati Arabi Uniti hanno subito un nuovo attacco da parte di droni e missili iraniani. "Le difese aeree degli Emirati Arabi Uniti stanno attualmente rispondendo alle minacce di missili e droni provenienti dall'Iran", ha scritto su X il ministero della Difesa.


Dopo la dichiarazione di Donald Trump secondo il quale "la guerra è vicina alla fine", non si è fatta attendere la riposta delle Guardie Rivoluzionarie iraniane: "Siamo noi a determinare la fine del conflitto". Secondo quanto riportato da Afp: "Gli equilibri e il futuro status della regione sono ora nelle mani delle nostre forze armate; le forze americane non porranno fine alla guerra", si legge nella dichiarazione.

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