© Ufficio stampa | Foto inner glieshof
© Ufficio stampa | Foto inner glieshof
Piccole aziende agricole a conduzione familiare aprono le porte agli ospiti: contatto con la natura, prodotti genuini, convivialità e un'idea di tempo che la città ha dimenticato
© Ufficio stampa | Foto inner glieshof
© Ufficio stampa | Foto inner glieshof
Si arriva alla fine di una strada che si fa sempre più stretta, dove l'asfalto cede al ghiaino e il ghiaino al prato. Il maso è lì, con la stalla, l'orto, il fienile e una famiglia che lo abita tutto l'anno. Non è un albergo travestito da fattoria: è una fattoria che, a un certo punto, ha deciso di aprire la porta agli ospiti. La differenza si sente dal primo minuto.
Le regole del circuito che riunisce questi agriturismi sono poche e severe: massimo cinque appartamenti o otto camere per struttura, così che l'ospitalità non prenda mai il sopravvento sull'attività agricola. La Provincia di Bolzano li classifica in fiori, da uno a cinque, e quel numero misura la cura più del lusso. Un motto riassume lo spirito di tutto: "Venire come ospite, partire come amico".
Il contatto con la terra è il cuore dell'esperienza. Chi vuole può foraggiare gli animali, raccogliere il fieno, sistemare l'orto, imparare a mungere: gesti che per chi arriva dalla città diventano piccole rivelazioni. Chi preferisce, invece, può semplicemente leggere un libro sul prato. Il tempo, al maso, lo decide l'alternanza di luce e buio, non l'orologio.
Poi c'è la tavola, che da queste parti non è un dettaglio. La giornata comincia con una colazione preparata dalla contadina: yogurt, marmellate, pane appena sfornato, uova, latte munto poche ore prima, burro, formaggi e speck. Quasi tutto arriva dal maso stesso. È la stessa filosofia dei prodotti certificati, dove almeno il settantacinque per cento delle materie prime nasce nell'azienda e ogni etichetta supera una degustazione alla cieca. Filiera così corta da non chiamarsi quasi più filiera.
L'ospitalità si fa spesso convivialità. C'è il maso che una volta a settimana cuoce la pizza nel forno a legna della Stube, quello che organizza serate intorno al falò con castagne d'autunno e vin brulé d'inverno, quello che apre la cantina per degustare i vini di produzione propria. Le contadine insegnano a preparare i canederli o a impastare il pane di segale; e c'è perfino una scuola di cucina, dove si cucina e si mangia tutti insieme.
Negli ultimi anni il maso ha saputo evolvere senza tradirsi. Per le famiglie è un parco giochi naturale: i bambini raccolgono le uova nel pollaio, fanno amicizia con conigli e pony, saltano nel fieno quando piove. Cresce il numero di strutture con piscina panoramica o laghetto naturale depurato dalle piante acquatiche. E si moltiplicano le proposte di benessere autentico: trattamenti Kneipp, bagni nel fieno, sauna in pino cembro, yoga all'alba nei prati, persino la possibilità di dormire nel fieno come si faceva un tempo.
A tenere insieme questa rete di oltre milleseicento masi c'è, dal 1998, il marchio Gallo Rosso, promosso dall'Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi: una garanzia di qualità e, allo stesso tempo, un modo concreto per sostenere le piccole aziende agricole familiari e dare ai contadini una fonte di reddito che affianca i campi e la stalla. È una rete fatta di famiglie che credono in questa forma di ospitalità e di giovani che ne raccolgono il testimone con convinzione. Come Josef, 24 anni, che all'Inner-Glieshof lavora da sempre con i genitori Cornelia e Reinhard e la sorella Judith, e che si avvia a diventarne il titolare: la conduzione resta familiare, il futuro passa di mano senza che nulla cambi davvero. Lui la riassume così: "Questa è la mia vita".
Sotto tutto questo corre un filo che oggi pesa più che mai: la sostenibilità. Molti masi sono costruiti in bioedilizia, con legno, pietra e materiali di recupero; l'energia arriva dal sole e dal bosco; ciò che non nasce in casa viene da aziende vicine, senza lunghi trasporti. Non è una moda da brochure: è il modo in cui questi luoghi sono sempre stati. Sceglierli significa, semplicemente, lasciare un'impronta più leggera.
Quando si riparte, restano un paio di cose precise: l'odore del fieno, il sapore dello yogurt al mattino, l'idea che si possa stare bene anche senza fare nulla di particolare. Il maso, intanto, riprende la sua vita. Le mucche tornano nella stalla. E la terra, come sempre, continua a venire prima di tutto.