Tra Bari, le Murge e la Val d’Itria

Puglia di primavera: una stagione di cultura, attrazioni e buoni sapori

Un itinerario tra Castel del Monte, Polignano a Mare, i trulli di Alberobello e i sapori delle eccellenze del territorio, per osservare questi luoghi con occhi nuovi

23 Apr 2026 - 07:00
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© Istockphoto  | Castel del Monte
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La Puglia è una terra bellissima in tutte le stagioni, ma la primavera offre prospettive speciali per l’esplorazione del territorio, approfittando di giornate soleggiate ma dal clima ancora dolce, prima dell’ardore estivo, in cui l’interesse principale è legato al mare e alle spiagge. A pochi chilometri da Bari si possono esplorare capolavori della storia come Castel del Monte, il misterioso maniero di Federico II che continua a nascondere tanti segreti, oppure Alberobello, con i suoi caratteristici trulli, oppure, sulla costa, il fascino di Polignano a Mare, un luogo così bello da essere piacevole e affascinante anche nelle giornate di burrasca. La gastronomia pugliese, una delle migliori d’Italia, tiene sempre compagnia al viaggiatore con sapori straordinari, oltre che nei ristoranti e nelle trattorie, anche nelle masserie disseminate nel territorio, veri centri di eccellenza agroalimentare e luoghi della memoria, oltre che del gusto.

CASTEL DEL MONTE - Castel del Monte non è un castello nel senso classico del termine: qui non ci sono fossati, né ponti levatoi o scuderie per gli animali; il primo quesito che si pone visitandolo è proprio legato al suo utilizzo: quali attività si svolgevano all'interno di questo edificio a ottagono che domina come una corona di pietra una collina delle Murge nel territorio di Andria? Qui, a farla da padrone è il numero 8, in un continuo gioco geometrico: la pianta dell'edificio è ottagonale, con otto torri anch'esse ottagonali, che dominano il cortile interno, anch'esso a forma di ottagono. Le sale interne, distribuite su due piani, sono 16, di forma trapezoidale e collegate tra loro in modo che il percorso sembri quasi un labirinto circolare. L'Imperatore Federico II, suo artefice, vissuto tra la fine del 1100 e la prima metà del 1200, non ha lasciato documenti sulla sua funzione, alimentando così le teorie più disparate: secondo alcuni il castello era una scuola esoterica, come suggerisce la ricerca incalzante del numero 8, secondo altri era un osservatorio astronomico, come fa supporre la forma e la posizione delle finestre; secondo altri ancora era semplicemente un ritiro di benessere dell'Imperatore e della sua corte, come fa pensare l'ingegnoso sistema di raccolta delle acque piovane e la presenza di quelle che sembrano latrine e vasche, sul modello degli hammam arabi. In ogni caso è un luogo di grande fascino e uno dei più interessanti della regione, che merita assolutamente di essere visto e ammirato.

POLIGNANO A MARE – Per chi non sa resistere al richiamo del mare e al fascino dei luoghi costieri, a circa 35 km a sud-est di Bari lungo la costa si trova questo affascinante borgo a strapiombo sul mare, reso ancor celebre dalla sua bellezza e dai set di alcuni film di successo girati qui, tra cui “Io che amo solo te” e “La cena di Natale”. Il centro storico è un vero labirinto di vicoli, con case che sotto il sole diventano di un bianco accecante e che si aprono improvvisamente su "balconi" a strapiombo sul mare. Il più famoso è quello di Santa Maria, da cui si può godere di una vista straordinaria sulle grotte marine. Il luogo più iconico è Cala Porto, o Lama Monachile, la piccola spiaggia di ciottoli racchiusa tra due scoscese pareti di roccia e sovrastata dal ponte romano della Via Traiana. Non è possibile andare via da Polignano senza aver reso omaggio alla statua di Domenico Modugno, collocata alle spalle del centro storico sul lungomare dedicato a "Mister Volare", e senza aver assaggiato il celebre Caffé Speciale, un piccolo capolavoro di gusto inventato da Mario Campanella, da assaporare nei bar locali, meglio ancora se nel locale originale, "Il Super Mago del Gelo, in cui è stato inventato: un espresso servito rigorosamente in bicchierino di vetro, in cui il sapore del caffè zuccherato è arricchito da scorza di limone, liquore di amaretto prodotto con le mandorle locali e panna fresca montata al momento.

LE MASSERIE - Questi complessi agricoli fortificati, che tra il Cinquecento e l'Ottocento funzionavano come vere e proprie microsocietà autosufficienti, sono uno dei tratti più caratteristici della Puglia rurale. Un tempo erano il centro della comunità agricola locale, mentre oggi sono stati recuperati e riqualificati in strutture di ospitalità e di gusto, spesso di altissimo livello e di gran lusso.  Ma per il viaggiatore attento, le masserie sono, innanzi tutto, luoghi di memoria, a cominciare da quello che riguarda i sapori e la gastronomia: si passeggia tra ulivi plurisecolari, si scoprono i segreti dell’olio e del vino e si apprezzano a tavola i piatti preparati con i prodotti della masseria stessa, offerti sia secondo le antiche ricette, sia attraverso reinterpretazioni in stile più contemporaneo, come vogliono le regole della tavola gourmet. Uno dei paladini del concetto di gastronomia come identità del territorio è Domenico Pinto, fondatore di Tenuta Pinto, a Mola di Bari, a poca distanza dal capoluogo pugliese: per Domenico l'agricoltura non è semplice produzione di cibo, ma è l'espressione della cultura, della salute e dell'identità di un territorio; il legame tra agricoltura, alimentazione e ospitalità non è solo un modello di business, ma una missione culturale e identitaria. Non a caso, a Tenuta Pinto, una raffinata masseria e country house di charme, rinomata location per eventi e matrimoni, è possibile fare esperienza diretta di questa filosofia, sia attraverso le prelibatezze proposte nei menù dallo chef Giuseppe Pedone, sia in chiave esperienziale diretta, partecipando a wine tour o a cooking class guidati dallo chef,  in cui si impara a preparare pasta, pizza e panzerotti secondo la più autentica tradizione pugliese e in armonia con la stagionalità dei prodotti; oppure si passeggia nell’orto, si partecipa a un pic-nic nel frutteto, o si scopre in una lezione di cucina esperienziale come trasformare le albicocche dal momento della raccolta in frutteto in deliziosi dessert. Si impara poi a riconoscere un olio di qualità attraverso l'analisi sensoriale, o ad apprezzare il vino dei vitigni locali. La masseria è stata costruita nel 1729 e, grazie a un attento restauro conservativo, permette di immergersi in atmosfere antiche pur con tutti i comfort del design contemporaneo country-chic.

ALBEROBELLO – Tra un’esperienza culinaria e l’altra, non si può mancare una visita alla città dei trulli, uno dei luoghi più emozionanti da esplorare quando ci si reca in questa parte della Puglia.  Il centro storico, patrimonio dell’Umanità Unesco, è caratterizzato dalle classiche architetture dal tetto conico e appuntito, costruite a secco e frutto di un antico “escamotage” fiscale: nel Seicento il re di Napoli aveva imposto una tassa sulle costruzioni: nel caso arrivassero gli ispettori del re, era sufficiente sfilare una chiave di volta per far crollare la costruzione ed evadere il tributo. Bastava poi pochissimo tempo per ricostruire il trullo e renderlo nuovamente abitabile. Dopo una sosta sulla terrazza del Belvedere di Santa Lucia, da cui ammirare il pittoresco colpo d’occhio sul Rione Monti, il più caratteristico, con i trulli addossati l’uno all’altro in un pittoresco mosaico, ci si inerpica lungo le stradicciole del Rione, tra botteghe e piccoli negozi di artigianato e tipicità locali. Questo è il luogo in cui scattare bellissime foto, senza dimenticare i curiosi simboli bianchi presenti sui tetti: il loro significato è diverso, ma tutti risalgono a origine cristiane o magiche con lo scopo di proteggere la famiglia che viveva nel trullo, propiziare il buon raccolto e scacciare la sfortuna. Il trullo più grande è il cosiddetto Trullo Sovrano, l'unico a due piani e situato dietro la Chiesa di Cosma e Damiano: ospita un piccolo museo nel quale scoprire come vivevano le famiglie del luogo nel Settecento. C’è perfino una chiesa a trullo: è dedicata a sant’Antonio e ha una cupola a cono alta ben 21 metri.