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E' il World Pizza day, storia e curiosità di un comfort food che piace a tutti

Uno dei simboli più universali della cucina italiana, patrimonio Unesco, promosso persino dai nutrizionisti (in piccole dosi): ecco perché rappresenta ormai un linguaggio globale

17 Gen 2026 - 07:56
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© Ufficio stampa  | Biga Milano
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Si celebra il World Pizza Day, la giornata mondiale dedicata a uno dei simboli più universali della cucina italiana. Non è una ricorrenza istituzionale, ma negli anni è diventata un appuntamento fisso tra pizzerie, social network e appassionati di gastronomia, a conferma di un dato semplice: la pizza è ormai un linguaggio globale. Patrimonio Unesco, promosso persino dai nutrizionisti (in piccole dosi): un comfort food che piace proprio a tutti

La data non è casuale - Il 17 gennaio è la festa di Sant’Antonio Abate, patrono dei pizzaioli e dei fornai. A Napoli, culla della pizza moderna, la giornata è da sempre legata al mondo dell’arte bianca, con benedizioni dei forni, eventi e celebrazioni popolari. Da qui l’associazione naturale tra il santo e la giornata mondiale della pizza, che negli anni si è diffusa ben oltre i confini italiani. La pizza nasce come cibo povero, destinato al popolo e consumato per strada. Già nel Settecento a Napoli esistevano focacce condite con pomodoro, aglio e strutto, vendute come pasto veloce ed economico. La svolta arriva nell’Ottocento, con l’introduzione della mozzarella e la nascita della Margherita, dedicata – secondo la tradizione – alla regina Margherita di Savoia. Da quel momento la pizza smette di essere solo un piatto locale e inizia il suo viaggio globale, seguendo le rotte dell’emigrazione italiana e adattandosi ai gusti dei vari Paesi, senza mai perdere il legame con le sue origini.

Patrimonio Unesco - Nel 2017 l’arte del pizzaiolo napoletano è stata riconosciuta dall’Unesco come patrimonio culturale immateriale dell’umanità. Un riconoscimento che non riguarda solo la ricetta, ma il gesto, il rito, la manualità e la socialità che ruotano attorno alla pizza. Non è solo ciò che si mangia, ma come si prepara e come si condivide.  Esistono versioni locali in quasi ogni Paese: dalla deep dish americana alla pizza giapponese con maionese e pesce secco. Ed è uno dei pochi piatti che attraversa classi sociali e contesti: si mangia per strada, a casa, nei ristoranti stellati. In Italia, la Margherita resta la più ordinata, nonostante l’esplosione di varianti gourmet.

Tra tradizione e sperimentazione - Oggi la pizza vive una nuova stagione di popolarità, sospesa tra ritorno alla tradizione e sperimentazione estrema. Impasti a lunga lievitazione, farine alternative, topping ricercati convivono con il culto della semplicità: pomodoro, mozzarella, basilico. Il World Pizza Day diventa così anche l’occasione per riflettere su come un piatto semplice sia riuscito a evolversi senza perdere identità, diventando uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy.

Cosa dicono i nutrizionisti - Dal punto di vista nutrizionale, la pizza è spesso al centro del dibattito. I nutrizionisti concordano però su un punto: non è un cibo “spazzatura” in sé, ma un piatto completo che va contestualizzato. Una pizza tradizionale fornisce carboidrati, proteine e grassi, oltre a calcio e licopene del pomodoro, soprattutto se preparata con ingredienti di qualità e un impasto ben lievitato. Il problema nasce con le porzioni e la frequenza di consumo, più che con la pizza in quanto tale. Quindi, senza esagerare,  anche concessa. 

Un rito collettivo che resiste al tempo - Forse il segreto della pizza sta proprio qui: è democratica, conviviale, rassicurante. Unisce generazioni, culture e gusti diversi. Gli esperti spiegano che piace perché attiva più livelli di gratificazione: la combinazione di carboidrati e grassi stimola il rilascio di dopamina, mentre la sua forma conviviale e rassicurante richiama l’idea di condivisione e comfort food: non a caso è uno dei cibi più fotografati e condivisi sui social. In altre parole, la pizza non appaga solo il palato, ma anche l’emotività, ed è forse questo il segreto della sua irresistibile popolarità.