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Dalla penna rosa ai crackers di gamberetti, la premier Takaichi in Giappone è anche icona pop

In modo un po' inaspettato la prima ministra giapponese è diventata una sorta di influencer, e i risultati elettorali confermano il suo indice di gradimento

09 Feb 2026 - 11:47
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C’è un momento preciso in cui un personaggio smette di essere solo un volto pubblico e diventa qualcos’altro: un linguaggio, un’estetica, una somma di dettagli riconoscibili. È lì che nasce la Takaichi mania. Non un semplice entusiasmo mediatico, ma un fenomeno di identificazione che passa dai gesti minimi, dagli oggetti apparentemente insignificanti, da tutto ciò che costruisce un’immagine ripetibile, imitabile, condivisibile. Anche per questo la vittoria del Partito Liberal-democratico (Ldp), che ha conquistato la maggioranza qualificata di oltre due terzi alla Camera bassa nelle elezioni di domenica, consegnando di fatto a Sanae Takaichi un mandato storico per accelerare la sua agenda conservatrice, ha un valore anche simbolico. La prima premier donna del Giappone è anche un' icona pop. 

Influencer suo malgrado - Sanakatsu è una parola giapponese coniata di recente: è una crasi tra il nome della prima ministra, Sanae Takaichi, e il concetto di oshikatsu, cioè l’insieme di attività che i fan di una celebrità sono disposti a fare per sostenerla (comprare il merchandising, andare ai concerti, ai comizi e via dicendo). Si può tradurre in italiano come “Sanaemania” e descrive la grande popolarità che Takaichi ha ottenuto da quando ha avuto l’incarico, lo scorso ottobre. In tre mesi è diventata una sorta di influencer.

Dalla borsa alla penna rosa - Quando si è fatta vedere in pubblico con la borsa Grace Delight di Hamano, un marchio giapponese di borse in pelle, le vendite sul sito sono state così tante che l’azienda ha dovuto sospenderle per un periodo (la borsa costa circa 700 euro). Non un accessorio di lusso ostentato, ma un oggetto funzionale, quasi neutro, che comunica ordine, controllo, quotidianità. Una borsa che racconta più di mille dichiarazioni. Poi ci sono i cracker di riso e gamberetti, con cui è stata fotografata su un treno, consumati con naturalezza, senza rituali né pose. Qualcosa di simile è accaduto con una penna rosa usata da Takaichi e che è diventata un oggetto molto ricercato tra le studentesse. Takaichi non colpisce per eccesso, ma per precisione. La sua forza non sta nella spettacolarità, bensì nella coerenza di un personaggio che sembra sempre uguale a se stesso e proprio per questo diventa iconico. Ogni apparizione è una variazione sul tema: stessa postura, stessa calma, stesso modo di occupare lo spazio. E soprattutto, stessi oggetti che diventano cult. 

Riferimenti pop - Un’altra ragione sta nel suo stile comunicativo, che è fresco, diretto e pieno di riferimenti pop. Per esempio, Takaichi è nota per la sua passione per la batteria e per l’heavy metal e lo scorso gennaio ha suonato la batteria insieme al primo ministro sudcoreano Lee Jae-myung, dopo un incontro istituzionale andato bene. I due indossavano tute blu coordinate. Takaichi ha organizzato una piccola sorpresa di compleanno anche per la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, durante una sua visita in Giappone a metà gennaio. Il video dei commensali che cantano a Meloni “buon compleanno” (fa gli anni il 15 gennaio) sui social è girato moltissimo in Giappone, e Meloni poi ha pubblicato su X un’immagine di loro due in versione manga di cui si è parlato anche in Italia.

Liste, meme, tutorial - La Takaichi mania funziona così: accumula segni. Ed è questo accumulo a generare imitazione. Online compaiono liste, meme, guide agli “oggetti di Takaichi”, come se possederli (o anche solo riconoscerli) permettesse di avvicinarsi a quel modo di stare al mondo. In fondo, il successo del personaggio sta proprio qui: Takaichi incarna un’idea di potere sobrio, di presenza misurata, di identità che non ha bisogno di dichiararsi. E quando anche una penna, uno snack o una borsa diventano simboli, significa che la narrazione ha superato il confine del personaggio.

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