Samira Lui e la lezione sul benessere digitale: perché spegnere i social fa bene
La co-conduttrice de La Ruota della Fortuna ha dichiarato di essere stata vittima di un attacco hacker, ma ha anche detto che questo allontanamento dalla visibilità le ha fatto bene. Sempre più vip parlano di digital detox, pause volontarie o forzate che permettono di ristabilire confini tra vita privata e pubblica
Negli ultimi mesi Samira Lui ha fatto parlare più per la sua assenza dai social che per i suoi successi televisivi. Dopo settimane di profilo Instagram vuoto e congetture di ogni tipo, ha deciso di rompere il silenzio e spiegare pubblicamente cosa è realmente accaduto. La spiegazione ufficiale è arrivata tramite un post pubblicato direttamente sul suo account appena riattivato: la showgirl e co-conduttrice de La Ruota della Fortuna ha chiarito di essere stata vittima di un importante attacco hacker che le aveva impedito per mesi di accedere al proprio profilo. Ma ha anche detto che questo allontanamento forzato le ha fatto bene. Una sorta di disintossicazione necessaria secondo Samira, che ha aperto una riflessione più profonda su benessere digitale, equilibrio personale e autenticità.
Che cos'è il benessere digitale - Negli ultimi anni il concetto di benessere digitale è entrato stabilmente nel dibattito pubblico. Secondo diverse ricerche internazionali, l’uso intensivo dei social network è associato a un aumento di stress, ansia da prestazione e confronto costante, soprattutto tra giovani adulti e figure esposte mediaticamente. La pressione a essere sempre presenti, aggiornati e performanti trasforma i profili social in vere e proprie estensioni dell’identità professionale. Per personaggi pubblici come Samira Lui, l’assenza non è solo una scelta personale, ma anche un atto che rompe una regola non scritta: quella della visibilità continua come condizione di esistenza mediatica. Sempre più creator e celebrità parlano apertamente di digital detox, pause volontarie o forzate che permettono di ristabilire confini tra vita privata e rappresentazione pubblica.
Una pausa necessaria - Non si tratta di rifiutare i social, ma di ridefinirne il ruolo, sottraendoli a una logica di dipendenza e ipercontrollo. In questo senso, l’assenza non è un vuoto da riempire, ma uno spazio che può generare consapevolezza. Un tempo sottratto all’algoritmo e restituito all’esperienza reale, alla salute mentale e a una presenza meno performativa, ma più sostenibile.
Il giusto equilibrio - Esperienze come quella di Samira Lui, nel panorama attuale dei media, sollevano un tema sempre più al centro del dibattito pubblico: fino a che punto gli account social sono estensioni indispensabili della vita professionale e personale di una celebrità, e quando invece diventano una fonte di pressione, distrazione o perfino rischio? La risposta, per Samira Lui, sembra risiedere nel ritrovare una relazione sana e consapevole con i propri follower, senza lasciare che il rumore digitale oscuri l’esperienza reale.
Non solo Samira Lui - L’idea di staccare la spina dai social non riguarda solo Samira Lui: negli ultimi anni sempre più celebrità internazionali hanno dichiarato di allontanarsi dalle piattaforme per motivi legati al benessere psicologico, alla creatività o semplicemente alla pace personale. Billie Eilish e Ed Sheeran hanno parlato apertamente di aver eliminato app dai loro telefoni per ridurre confronto e distrazione, trovando più tempo per creatività e vita reale. Emma Stone ha scelto di non avere profili social per tutelare la propria privacy e autenticità. Anche Meghan Markle, recentemente, ha confidato di avere avuto bisogno di stazzare la spina. Nel passato, altre star hanno fatto scelte simili: Kendall Jenner ha cancellato il suo account Instagram per un periodo come forma di detox digitale, raccontando di sentirsi “troppo dipendente” dalle notifiche. Millie Bobby Brown ha eliminato il suo profilo Twitter dopo vissuti negativi sui social. Aamir Khan ha annunciato di lasciare definitivamente le piattaforme digitali, preferendo altri mezzi per comunicare con il pubblico. Queste scelte mostrano come, oltre al rumore costante delle notifiche, molti personaggi pubblici sentano l’esigenza di ragionare sulla qualità del proprio rapporto con la tecnologia, aprendo un dibattito più ampio su presenza digitale, salute mentale e equilibrio tra vita privata e immagine pubblica.
