una tendenza in crescita

Dopo la Senna, Londra apre il bagno nel Tamigi: così le capitali europee riscoprono i loro fiumi

Parigi, Copenaghen, Zurigo: sono sempre di più le metropoli che trasformano i corsi d’acqua urbani in spazi pubblici, balneabili e simboli della rigenerazione ambientale

25 Mag 2026 - 11:38
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© Istockphoto  | Il Danubio a Vienna
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 Dopo il ritorno dei bagnanti nella Senna a Parigi, anche Londra apre le porte al Tamigi. Da maggio a settembre sarà possibile farci il bagno gratuitamente grazie al primo sito ufficiale di balneazione sul celebre fiume londinese: un traguardo arrivato dopo sei anni di lavoro e campagne per il miglioramento della qualità delle acque. Ma il caso britannico non è isolato: da Parigi a Copenaghen o Zurigo, passando per Vienna e Berlino, le città stanno trasformando i corsi d’acqua in nuovi spazi pubblici. 

La svolta di Londra - Il Tamigi, storico simbolo della capitale britannica, è stato a lungo considerato uno dei fiumi più contaminati d’Europa. Negli anni Cinquanta era biologicamente "morto", soffocato dagli scarichi industriali e fognari. Oggi la situazione è radicalmente diversa: grazie a decenni di bonifiche ambientali, monitoraggi e investimenti nelle infrastrutture idriche, il fiume è tornato al centro della vita urbana. Negli ultimi mesi Londra ha accelerato il progetto di apertura di aree dedicate al nuoto e alle attività acquatiche.

Sulla scia di Parigi - L’idea è quella di replicare quanto già accaduto a Parigi, dove la Senna (ripulita in vista delle Olimpiadi) è diventata il simbolo di una nuova relazione tra città e ambiente. Il bagno nel cuore della capitale francese, impensabile fino a pochi anni fa, ha avuto un forte valore politico e culturale: dimostrare che anche i grandi fiumi metropolitani possono tornare vivibili. Ma la tendenza è più ampia e riguarda molte metropoli europee.

A Parigi è possibile fare il bagno nella Senna per la prima volta dal 1923

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© Ansa
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I fiumi come luoghi di riqualificazione urbana sociale - Per decenni sono stati sinonimo di inquinamento, traffico fluviale e acque proibite. Oggi, invece, i grandi fiumi urbani europei stanno vivendo una seconda vita. A Copenaghen, i cosiddetti "harbour baths" lungo il porto e i canali cittadini sono ormai parte integrante della quotidianità estiva. Zurigo ha trasformato il fiume Limmat in un luogo di svago dove residenti e turisti si lasciano trasportare dalla corrente. A Vienna il Danubio ospita spiagge urbane e piattaforme galleggianti, mentre a Berlino si discute da anni della possibilità di rendere balneabile parte della Sprea. Non si tratta soltanto di turismo o tempo libero. Il recupero dei fiumi urbani è diventato uno strumento di rigenerazione ambientale e climatica. Le città europee cercano nuovi spazi pubblici per contrastare le ondate di calore, aumentare le aree verdi e ridurre l’impatto del traffico automobilistico. I corsi d’acqua, per decenni marginalizzati, tornano così a essere infrastrutture sociali oltre che ecologiche.

Restano le criticità - Il Tamigi continua a soffrire di problemi legati agli scarichi fognari durante le forti piogge, e anche la Senna richiede controlli costanti sulla qualità dell’acqua. Gli ambientalisti avvertono che la balneabilità non può diventare solo un’operazione d’immagine: servono investimenti permanenti e sistemi di monitoraggio rigorosi. Ma nonostante le attenzioni che questi interventi richiedono oggi il fiume torna al centro della scena urbana, non più come confine o infrastruttura industriale, ma come luogo da abitare. Dopo la Senna, dunque, arriva il Tamigi. E con lui un’idea nuova di città europea. Chissà se anche Roma con il Tevere seguirà la scia.

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