Tutta colpa... dei correttori

Dalle "flotte di persone" a "c'è n'è": ecco quali sono gli errori ortografici più frequenti

Tra digitazione frenetica e auto-correttori invasivi, nella lingua italiana si nascondono che mandano in crisi la nostra grammatica quotidiana

10 Set 2026 - 10:04
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Muovere le dita alla stessa velocità dei nostri pensieri è diventato sempre più complicato. Ed è molto meno immediato connettere ciò che vediamo alle parole che pensiamo, mentre scriviamo su una qualunque tastiera. È proprio così che errori su errori ci scivolano sotto gli occhi senza che nemmeno ce ne accorgiamo. Troppo impegnati a concentrarci sulla parola dopo, o troppo sicuri che il correttore automatico effettivamente corregga errori. Anche da qui, da questa situazione contemporanea e "digital", parte Massimo Birattari nel suo "101 errori di italiano che non farai mai più". Un volume, edito da Ponte alle Grazie, in cui l'autore si sofferma sulle sviste di lingua più comuni. E spiega da dove nascono.

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Alcuni tra gli errori più comuni

 Si potrebbe partire da qualche esempio. Per esempio scambiare mitomane con megalomane, o dimissione da un ospedale con le dimissioni dal posto di lavoro. E ancora fobia con mania, "flotte" - invece che frotte - di giovani. Parole omofone o quasi identiche che nell'uso quotidiano del parlato e del digitato - ma sempre meno dello scritto, quello a mano - si sono mescolate e scambiate di posto. Così gli accessi di rabbia si sono trasformati in "eccessi", e adire le vie legali ha improvvisamente guadagnato una preposizione. "Questi errori esistono, sono presi da testi scritti, dai giornali, dalle scuole e dai social", ha spiegato a Repubblica l'autore Birattari, traduttore, autore di romanzi didattici per ragazzi e di un manuale di grammatica per il biennio delle superiori. "Ho cercato di usare gli errori per far vedere come funziona la lingua. Padroneggiare la grammatica significa disporre degli strumenti più adatti per comunicare".

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Tra regionalismi e smartphone

 Tra gli svarioni più ricorrenti si registrano ancora molti regionalismi, come "lo telefono" o "sparare qualcuno". O mezzi inglesismi - "colloquiare i candidati" - che forse, progressivamente e a furia di usarli, verranno inglobati nel dizionario italiano standard. Fino ad arrivare agli errori da smartphone: "Spesso sono prodotti della correzione automatica: per esempio se scrivo "ce n'è", il correttore ti fa mettere "c'è" con l'apostrofo. Alcuni molto probabilmente presto diventeranno usi accettati: è il caso di "tuttapposto". La correzione automatica va bene sul cellulare quando scrivi velocemente. Andrebbe eliminata nelle mail o nei programmi di videoscrittura". In tutto questo marasma di errori, difficile però dire quale sia - se c'è - l'impatto dell'intelligenza artificiale: "In base alla mia esperienza so che l'intelligenza artificiale mediamente scrive bene, quindi non fa errori, di solito. Però, non è bravissima a spiegare la grammatica. Il vocabolario invece è uno strumento estremamente raffinato, ma bisogna sapere come maneggiarlo. 

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