Lui, lei e l'altro (tecnologico)

Le coppie divorziano e chiedono aiuto all'IA, scoprendo presto che non è una grande idea

Usare l'intelligenza artificiale per sfogarsi dopo un rapporto finito può portare a pessime conseguenze, soprattutto se si chiede a Chat GPT e soci come interagire con il proprio ex

14 Lug 2026 - 12:19
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 © Istockphoto

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Le coppie si lasciano e sempre più spesso a influenzare il divorzio è un terzo elemento: l'intelligenza artificiale. Il triangolo no, non l'avevamo considerato. Nessuno credeva che tra moglie e marito a mettere il dito arrivasse un chatbot qualsiasi, con buona pace di Spike Jonze che nel suo profetico film Her aveva provato a metterci in guardia sul rischio. Non immaginate tuttavia l'IA solo in veste di possibile amante o consolatore (nell'accezione italiana del termine, sappiamo che un "consolador" in spagnolo è un'altra cosa). Usare ChatGPT o un altro chatbot come combinazione di terapeuta, consulente di coppia o mentore relazionale può fare altrettanti danni e portare a rotture ancora più radicali.

Non sei tu, sono IA

 Chiedere consiglio su come gestire il divorzio alla propria intelligenza artificiale preferita è un errore da non fare. L'AI infatti è un pessimo Cyrano da cui farsi suggerire come comportarsi e il motivo è abbastanza facile da intuire: ChatGPT non ha sentimenti e l'unica rottura che potrà mai sperimentare è quella del suo sensore vocale. È ovvio, certo, ma non fa male ricordarlo visto quello che si legge in giro.  La rivista Futurism non ha fatto per esempio troppa fatica a trovare più di una dozzina di persone pronte a spiegare il ruolo fondamentale di ChatGPT nelle loro relazioni in crisi. Nel Regno Unito, la piattaforma Divorce-Online ha registrato una crescita vertiginosa delle separazioni in cui le app Replika e Anima costituivano un fattore scatenante. L'AI si è messo di traverso persino nella vita sentimentale di uno dei suoi creatori, come il Premio Nobel Geoffrey Hinton, che ha raccontato al Financial Times come la sua ragazza lo abbia lasciato usando ChatGPT: "Ha fatto dire al chatbot quanto fosse orribile il mio comportamento e me l’ha fatto sapere", ha spiegato Hinton che comunque l'ha presa bene perché non si è mai considerato "un bastardo".

L'amico che ti dà sempre ragione

 "Non sono io, sei tu". Il ribaltamento di uno dei più classici assiomi amorosi non è un'esclusiva del padrino dell'AI, anzi. Molti cadono nella trappola di scaricare tutto il peso del fallimento relazionale sul partner, confortati in questo senso dall'intelligenza artificiale. Quest'ultima è un po' come quei pessimi amici che sono pronti a darti sempre ragione. Solo che ChatGPT non lo fa per affetto quanto piuttosto perché "l'hanno disegnata così", per citare Jessica Rabbit. In generale i modelli linguistici di grandi dimensioni hanno d'altra parte una propensione all’adulazione e tendono a mantenersi ossequiosi nei confronti dell'utente, assecondandone sempre il punto di vista.  

Leggi per evitare che ChatGPT ti spezzi il cuore

  La costante disponibilità di questi sistemi e la loro capacità di rispondere in modo empatico portano addirittura a situazioni grottesche. L'edizione statunitense di Wired riporta per esempio la storia di una donna che ha deciso di separarsi perché percepiva il rapporto col chatbot come un tradimento (e lui gli dava pure ragione). Negli Stati Uniti il problema è così endemico da dover portare a soluzioni radicali. La California, ad esempio, sta introducendo norme che definiscono l’IA come una terza parte nelle relazioni, senza equipararla a un essere umano ma riconoscendone il potenziale impatto. L’Ohio, invece, sta cercando di vietare qualsiasi tentativo di considerare legalmente possibile una relazione sentimentale con un’AI. D'altra parte sopportare un partner è già complicato ma dover reggere qualcuno che ti dà anche sempre ragione potrebbe essere proprio un vero incubo.

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