Tagliatelle di zucchine con crema di mandorle e spinaci © sito-ufficiale
Mentre i vegetariani diminuiscono, i vegani continuano a crescere. È quanto evidenzia il Rapporto Italia 2026 di Eurispes. Nell'ultimo anno il numero di chi rinuncia alla carne ma continua a consumare uova, latte e derivati è scesa dal 6,6% al 5,3%. Mentre chi esclude completamente i prodotti di origine animale è passato dal 2.9% al 3,2%, registrando uno dei livelli più alti mai registrati nel Paese.
Una nuova categoria
Il mercato dei prodotti plant-based continua a crescere. I numeri evidenziano però una nuova tendenza alimentare che non si può tradurre né nell'espressione "essere vegetariano" né "essere vegano". Spopola, infatti, una nuova categoria di persone, i cosiddetti "flexitariani", i quali scelgono non di eliminare definitivamente il consumo di carne, bensì di continuarla a consumarla occasionalmente, con un'attenzione particolare.
La dieta flexitariana
I "Flexitariani" sono consumatori che mantengono una dieta onnivora ma con una maggiore attenzione alla componente vegetale. E un’indicazione in questa direzione arriva dallo stesso rapporto Eurispes: "Il 20,5% degli italiani prenderebbe in considerazione una dieta vegetariana ma teme di non riuscire a seguirla nella vita quotidiana". Dunque, l’interesse verso un’alimentazione più vegetale appare molto più diffuso del numero di persone che hanno già scelto di eliminare carne o prodotti animali dalla propria tavola.
Il boom dei prodotti vegetali
La diffusione di hamburger vegetali, bevande a base di avena o soia e altri prodotti a base di piante sugli scaffali dei supermercati riflette questa trasformazione. Ora, a sostenere il mercato non sono più solo i vegetariani e i vegani, ma anche milioni di consumatori che continuano a mangiare carne e derivati animali, scegliendo però con maggiore frequenza alternative vegetali per svariati motivi che vanno dalla salute alla sostenibilità ambientale o anche al benessere animale. Secondo i dati di YouGov, oltre 15 milioni di famiglie italiane hanno acquistato almeno un prodotto plant-based nel corso del 2024, pari a quasi il 60% delle famiglie del Paese. La frequenza di acquisto è aumentata di quasi il 10% in un solo anno.
Il valore del mercato
Il mercato italiano dei principali prodotti plant-based, nel 2025, ha raggiunto un valore di 669 milioni di euro, in crescita del 4,5% rispetto all’anno precedente. Ma ancora più significativo è l’aumento dei volumi di vendita, saliti del 5,8%, segnale evidente che la crescita non è dovuta soltanto all’inflazione ma a un effettivo aumento degli acquisti da parte dei consumatori. Inoltre, le bevande vegetali restano il segmento più importante del settore con oltre 340 milioni di euro di vendite, seguite dalle alternative vegetali alla carne, che valgono circa 234 milioni di euro.
