a "verissimo"

Martina Colombari sugli anni difficili con il figlio Achille: "Si è messo in discussione il mio ruolo di madre"

A "Verissimo" l’ex Miss Italia parla delle critiche ricevute: "Si diceva che pensavo più alla carriera che alla famiglia"

17 Gen 2026 - 17:19
 © Da video

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Ospite a "Verissimo", Martina Colombari affronta con grande lucidità uno dei capitoli più complessi della sua vita privata: le difficoltà attraversate dal figlio Achille Costacurta durante l’adolescenza. Un percorso che, come lei stessa racconta, ha messo in discussione molte delle sue certezze, a partire dall’idea di poter tenere tutto sotto controllo.

"Achille mi ha dato un bello schiaffo, mi ha fatto cadere il mito del controllo", spiega l’attrice. Abituata a gestire lavoro, famiglia ed emozioni con grande rigore, si è trovata a fare i conti con una situazione in cui è stato necessario fare un passo indietro: "Ci sono momenti in cui non puoi decidere tu, ma devi affidarti a chi ha le competenze giuste".

Ripercorrendo quegli anni, Colombari racconta come il rapporto con il figlio sia stato segnato da una vigilanza costante, che però non sempre si è rivelata efficace. "Con Achille ho spesso fatto il carabiniere", ammette, riconoscendo che un atteggiamento troppo controllante può funzionare solo fino a un certo punto. A complicare ulteriormente il quadro è arrivata una diagnosi di ADHD tardiva, elemento che – sottolinea – non ha facilitato il cammino del ragazzo.

L'ex Miss Italia non nasconde la fatica di quel periodo: "Sono stati momenti durissimi". E respinge l’etichetta di madre eroica: "Ho semplicemente fatto ciò che farebbe qualunque mamma: cercare di esserci, restare accanto a tuo figlio, tenergli la mano". Un impegno che, però, non l’ha messa al riparo dai giudizi esterni. "Mi sono sentita attaccata da ogni parte", racconta, spiegando come spesso siano state messe in discussione le sue capacità genitoriali e le scelte professionali, inclusa la decisione di continuare a lavorare.

Oggi, però, Martina Colombari dice di aver trovato un equilibrio diverso. "Non ho più sensi di colpa, ci ho lavorato a lungo", afferma con serenità. E guarda alla storia di Achille anche come a una possibilità di confronto più ampio: "I disturbi mentali riguardano moltissimi ragazzi. Parlare di queste esperienze è fondamentale per creare consapevolezza e rompere il silenzio".