"Temptation Island" 2026, tutte le coppie della nuova edizione
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Il presentatore ha ricevuto la laurea magistrale honoris causa in Scienze e tecniche della comunicazione conferita dall'Università dell'Insubria a Varese. La cerimonia si è svolta nella sede alla presenza della ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini
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Gerry Scotti ha ricevuto la laurea magistrale honoris causa in Scienze e tecniche della comunicazione conferita dall'Università dell'Insubria a Varese. La cerimonia si è svolta nella sede alla presenza della ministra dell'Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e della rettrice Maria Pierro. Prima dell'ingresso in Aula Magna, accolto da un lungo applauso, il conduttore ha incontrato in rettorato la ministra Bernini, che ha espresso parole di apprezzamento nei suoi confronti definendolo una persona capace di entrare "nelle case degli italiani con grande garbo, educazione e rispetto".
Visibilmente emozionato, Scotti ha sottolineato il valore simbolico del riconoscimento. "L'importanza del momento, la sacralità e il rispetto che questa istituzione prevede fanno sì che io sia emozionato come per quella laurea che non ho preso quarant'anni fa. L'emozione, però, è la stessa", ha detto. Ripercorrendo la propria carriera, il conduttore ha ricordato gli inizi nel mondo della radio e della pubblicità e "il linguaggio che ho imparato in quei quattro anni è stato come frequentare un altro corso universitario".Poi è arrivata la televisione "e, con la televisione commerciale, la possibilità di mettere in pratica quel linguaggio e di cambiarlo nel corso di quattro decenni". Scotti ha evidenziato la profonda trasformazione dei mezzi di comunicazione avvenuta negli ultimi quarant'anni.
"Sono cambiate tante cose, da come sono fatti i giornali a come facciamo televisione. È davvero come prendere uno dalla preistoria e portarlo in un'epoca molto più evoluta". Alla domanda sul segreto della sua capacità di parlare a pubblici di generazioni diverse, Scotti ha risposto: "Ci vuole fortuna, probabilmente. Ma soprattutto non sentirsi mai paghi, mai arrivati, mai dottori o professori. Bisogna stare sempre dall'altra parte, essere sempre studenti".
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