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Fausto Brizzi: “In Italia un’accusa equivale a una condanna”

Dopo mesi di silenzio, il regista parla per la prima volta in tv e lo fa a Verissimo

Fausto Brizzi torna a parlare in televisione dopo molti mesi. A seguito delle accuse di molestie che lo avevano coinvolto due anni fa, il regista di ‘Notte prima degli esami’ racconta a “Verissimo” come sia riuscito ad affrontare questo periodo: “È stato un anno complicato, in cui il mio obiettivo era trovare l’umore giusto per scrivere un film divertente, e Modalità aereo – l’ultima pellicola da lui diretta - lo era. Quando Paolo Ruffini me l’ha portato ho capito che era terapeutico: era la risposta pop a tutto quello che mi stava succedendo. E il lavoro è stato una cura”.

Un anno difficile che gli ha però permesso di capire la forza degli amici veri: “La vera terapia di quest’anno è stata circondarmi di persone che mi volessero bene. Questa cosa mi ha permesso di passare da duemila a cento numeri sulla rubrica del cellulare. Improvvisamente capisci chi sono le persone superflue e quelle fondamentali”. Poi torna sulla frase che aveva detto un po’ di tempo fa, in cui asseriva che in Italia un’accusa equivale a una condanna: “Se una persona viene accusata di una cosa gli viene data una certa rilevanza, se poi la persona viene assolta gliene viene data un’altra”. Una delle persone che più ha aiutato Brizzi ad affrontare questa situazione è stato sicuramente Paolo Ruffini: “L’anno scorso ha realizzato un documentario bellissimo sulla Resilienza, che io quest’anno ho imparato. Significa fare in modo che un evento negativo possa diventare positivo”.