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Roberto Vecchioni, 12 storie per raccontare lʼ"Infinito": "Ecco lʼessenza della vita"

A cinque anni dal precedente lavoro il cantautore pubblica il 9 novembre un concept. Tra gli ospiti Francesco Guccini e Morgan

Roberto Vecchioni, 12 storie per raccontare l'"Infinito": "Ecco l'essenza della vita"

Un album per andare all'essenza stessa della vita, senza troppa teoria ma affondando nelle storie vere delle persone. E' "L'infinito", l'album in uscita il 9 novembre che segna il ritorno di Roberto Vecchioni dopo cinque anni di silenzio discografico e che è impreziosito dalla presenza di Francesco Guccini in un brano. "Con la paura di essere banale ho pagato spesso il dazio della incomunicabilità - dice Vecchioni -. Qui ho trovato il giusto mezzo".

L'annuncio di questa uscita è arrivato in una conferenza stampa davvero particolare. In un teatro-bomboniera nel centro di Milano, il San Gerolamo, Vecchioni ha riunito la stampa per annunciare a sorpresa questo suo progetto. E lo ha fatto con un monologo in cui ha raccontato la genesi del disco ma ha raccontato anche se stesso. Un Vecchioni che, a 75 anni compiuti, si è trovato faccia a faccia con quella che è stata ed è la canzone d'autore. "Quella che chiamate canzone d'autore è una cosa difficile perché si ha paura sempre di dire cose scontate - ha detto -. Ho fatto magari canzoni brutte ma ho sempre cercato di prendere un punto di vista particolare. E ho pagato il dazio della incomunicabilità. Questo era il mio tallone di Achille: a volte la paura di essere bassi ti fa essere inutilmente alto. C’è invece una medietà che va mantenuta per far passare il tuo messaggio".

E cosi, in questi anni di silenzio discografico, si è trovato a fare i conti con il proprio lavoro. "Ho pensato 'dov'è che ho sbagliato?' - ha spiegato -. La canzone d'autore è frammentaria, non arriva mai al punto centrale, che è la vita. La vita come cose vissute, non come fatto astratto. Le cose, oggetti, persone. La vita come straordinaria bellezza. Nel dolore e nella gioia". Ed è da questa consapevolezza che è nato "L'infinito". Andando a cercare la vita nelle storie vissute di altri. "Ho sempre fatto dischi concentrandomi su me stesso - sottolinea -. Ho voluto fare un disco dove mi sono concesso due o tre canzoni al massimo".

Ecco quindi in "Giulio" la storia di Giulio Regeni rivissuta nell’illusione della madre che non può crederlo morto e lo racconta con salti nel tempo; la passione di Ayse, in "Cappuccio Rosso", che va a morire contro l’Isis è ripercorsa da lei stessa in un’immaginaria lettera dal fronte al suo amore. Poi arriva "Ti insegnerò a volare", il brano in duetto con Francesco Guccini, che racconta di Alex Zanardi. Più personali sono invece "Formidabili quegli anni" ("C'è il mio '68, Mario Capanna mi perdonerà per lo scippo del titolo"), "Come è lunga la notte" ("E' una sorta di un'autobiografia, la terza strofa è cantata da Morgan, che intepreta me stesso") e la conclusiva "Parola": "E' un'elegia sulla morte della parola - dice -. La parola italiana sta morendo e allora canto una specie di canzone d'addio alla parola, un po’ felliniana".

"L'infinito" è un album in cui c'è la vita, ci sono le storie, ma non c'è l'attualità spicciola. Una scelta deliberata anche se da un cantautore "impegnato" da sempre, in tempi come questi qualcuno si sarebbe potuto aspettare qualche presa di posizione. "Io sono schierato nella mia vita, nelle canzoni no perché non parlo di me ma dell'uomo universale - rivendica lui -. Non mi interessa la politichetta o la canzone sociale scontata. Non mi interessa dire cose ovvie. Le mie canzoni politiche sono sempre allegoriche, non voglio dare cose facili o il luogo comune. Mi interessa fare uscire il pensiero da chi legge o chi ascolta ma non imporglielo".

L'album è il frutto della collaborazione di un team d'eccezione: Lucio Fabbri ha prodotto (e suonato un po' di tutto), mentre tra i musicisti che hanno realizzato il disco ci sono Massimo Germini alle chitarre, Roberto Gualdi alla batteria e Marco Mangelli al basso. E proprio ricordando Mangelli, morto a fine agosto, Vecchioni ha un momento di commozione. "Pur stando malissimo, ha voluto fare i bassi di questo disco - spiega -. E quando lo riascolto non sento la mia voce ma sento il suo basso, è come se lo avessi davanti". 

"L'infinito" uscirà in una speciale versione deluxe e in vinile, non sarà invece disponibile in digitale e in streaming. "Ho fortemente voluto che non fosse mercificato su internet - afferma -. La vita non si può spezzettare. Il disco sarà venduto solo nei negozi. In questo momento mi sembra più giusto così. Andrà solo a chi vuole".

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