Il rapper Pras Michel dei Fugees va in carcere: deve scontare 14 anni
L'artista, voce del trio hip hop, è stato condannato per aver convogliato milioni di dollari in contributi stranieri alla campagna per la rielezione di Obama nel 2012. La portavoce: "Giorno doloroso per tutti"
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Il rapper Pras Michel, componente dei Fugees, si è presentato in carcere per iniziare a scontare la pena di 14 anni a suo carico. L'artista è stato condannato per aver - secondo l'accusa - convogliato illegalmente milioni di dollari in contributi stranieri alla campagna per la rielezione dell'ex presidente Barack Obama nel 2012. Una portavoce ha riferito che Pras si è presentato in carcere giovedì 30 aprile, e i registri federali lo indicano come detenuto in un istituto penitenziario a bassa sicurezza in Arizona.
Chi è Pras
Pras Michel è stato uno dei membri fondatori dei Fugees insieme agli amici d'infanzia Lauryn Hill e Wyclef Jean. Il gruppo hip hop ha vinto due Grammy Awards e venduto decine di milioni di album.
"Oggi è un giorno doloroso per Pras, per la sua famiglia e per tutti coloro che credono in un sistema giudiziario equo. Pras rispetta il processo legale presentandosi per iniziare a scontare la pena", ha detto Erica Dumas, portavoce del rapper, aggiungendo che il suo team legale sta ancora contestando le accuse. "Questo capitolo è difficile, ma non è l'ultimo", ha spiegato.
La condanna di Pras Michel
L'artista, oggi 53enne, è stato condannato nel 2023 per dieci capi d'accusa, tra cui cospirazione e attività come agente non registrato di un governo straniero. Secondo i procuratori, il rapper avrebbe ottenuto oltre 120 milioni di dollari da un miliardario malese e avrebbe convogliato parte di quel denaro, attraverso prestanome, alla campagna di Obama.
A Michel è stato anche contestato di aver cercato di porre fine a un'indagine del dipartimento di Giustizia americano sul miliardario malese, aver influenzato due testimoni e aver commesso spergiuro durante il processo. Il miliardario malese ha sempre sostenuto la propria innocenza.
