Cannes 78: Robert Pattinson © IPA
Dagli applausi della Mostra del Cinema di Venezia alle sale italiane dove il 15 ottobre arriva "Primetime": primo film, che ha avuto un ottimo riscontro al box office Usa, di finzione del documentarista Lance Oppenheim con protagonista l'ex vampiro Robert Pattinson, qui anche nella veste di produttore. Pattinson interpreta Chris Hansen, il presentatore statunitense che nei primi anni Duemila trasformò la caccia ai pedofili in uno spettacolo televisivo sulla rete Nbc.
La trama del film
"Primetime" ripercorre l'ascesa di "To Catch a Predator", un programma andato in onda dal 2004 al 2007, che tendeva trappole a presunti predatori sessuali, con operazioni sotto copertura, giovani esche e telecamere nascoste, per smascherarli davanti alla gogna televisiva e poi consegnarli alla polizia. Il programma diventò un fenomeno nazionale - in onda in prima serata, come descrive il titolo - e il suo conduttore Chris Hansen una celebrità, mandando in frantumi il confine tra informazione, giustizia e voyeurismo televisivo. "Ero un grande fan del programma da adolescente, quando avevo poco più di vent'anni", racconta Pattinson. "Mi affascinava soprattutto la reazione nel mio gruppo di amici. Lo guardavamo in 5 o 6 ragazzi di diciotto anni, e il modo in cui ciascuno di noi reagiva era completamente diverso. C'era qualcosa di incredibilmente potente in quel materiale".
A conquistarlo, due decenni più tardi, è stata la sceneggiatura di Ajon Singh, che non proponeva una biografia né un'analisi del fenomeno. "Era come entrare nella mente di Hansen. Ho pensato immediatamente: è un'occasione irripetibile", dice l'attore, 40 anni, protagonista di una carriera solida e matura, tra "The Drama" a "L'Odissea" fino all'imminente "Dune - Parte Tre".
Nel cast, selezionato dalla candidata all'Oscar Francine Maisler, ci sono anche Merritt Wever, nei panni della produttrice del programma Andie Bender, Skyler Gisondo, che interpreta il giovane attore Dan Plum, ingaggiato come esca per i pedofili, e la cantautrice Phoebe Bridgers, al debutto cinematografico nel ruolo della esca femminile. "Ho visto To Catch a Predator prima di scoprire Kurosawa e Orson Welles. È stata forse la prima cosa che ho visto mescolare verità e finzione, artificio e realtà", racconta il regista 30enne. Per ricreare quel cortocircuito ha scelto un set senza prove, volutamente caotico, come la troupe televisiva raccontata nel film. La collaborazione con Pattinson, seduto amichevolmente al suo fianco, è stata "la più profonda della mia carriera", dice il regista, che racconta: "Alla seconda settimana gli ho detto: hai trovato perfettamente la voce, i gesti e la postura di Chris Hansen. Mi sembra che tu stia fondendo Jerry Maguire e Dracula. Lui mi ha guardato perplesso: pensava di interpretare Mel Gibson in Braveheart".
