Milano-Cortina 2026: Jutta Leerdam e non solo, ecci chi sono i dieci atleti più social
© Afp | Jutta Leerman, pattinatrice olandese
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La pronipote dell'attrice Gina Lollobrigida ha centrato la medaglia più preziosa nei 3mila metri
© IPA
Un compleanno a dir poco indimenticabile. Nella cornice del Milano Speed Skating Stadium, Francesca Lollobrigida si è regalata la medaglia più preziosa: l'oro olimpico sui 3.000 metri nel pattinaggio di velocità, la distanza simbolo della disciplina, fermando il cronometro a 3'54'43 che significa nuovo record olimpico. Nata a Frascati, in provincia di Roma, nel 1991, è diventata la nuova regina dello speed skating, regalando all'Italia la prima medaglia d'oro di Milano-Cortina 2026 e superando l'argento che si mise al collo a Pechino, quando diventò la prima medaglia olimpica al femminile della storia del pattinaggio azzurro.
Dal 2023 si definisce una "mamma atleta". Già perché nel maggio di due anni fa è nato il piccolo Tommaso e lei, dopo soli quattro mesi, era di nuovo in gara. Non a caso anche la sua tesi per la laurea magistrale in Scienze Motorie si intitola: "Dalle Olimpiadi alla maternità, al Return to Play". E tutti i sacrifici li ha anche raccontati, e lo fa tutt'ora, sui social: come la sua quotidianità sia radicalmente cambiata, le notti senza dormire, come incastrare ogni impegno per non saltare nessun allenamento, le trasferte e non solo. Non sono sacrifici, ma scelte che Francesca ha fatto anche grazie all'aiuto della famiglia e di suo marito.
Pronipote per discendenza paterna dell’attrice Gina Lollobrigida, i rapporti, anche a causa dei tanti impegni, non erano quotidiani o così stretti, ma Francesca ricorda la prozia sempre con grande emozione anche se, come lei stessa ha ammesso, all'inizio non è stato facile portare quel cognome. Questo perché, nei primi anni di carriera, l'attenzione era spesso rivolta alla parentela con l'attrice e non ai suoi risultati in pista.
L'anno scorso, dopo aver centrato il titolo mondiale sui 5 mila metri in Norvegia, un'infezione virale l'aveva messa ko nei mesi più importanti. E come ha scritto sui social: "Il fisico non rispondeva, la testa crollava, il sogno olimpico sembrava allontanarsi. Ho avuto paura, ho pianto, ho pensato di smettere. Mi ero dimenticata perché pattino. Poi mi sono ricordata una cosa essenziale: pattino perché amo pattinare. I fallimenti ti mettono sempre davanti a una scelta: lottare o cedere. Io ho scelto di lottare". Da lì ha ricominciato a fare quello che ama e, questa medaglia, è la prova che lo sta facendo nel miglior modo possibile.
Una romana doc, nata a Frascati solo perché la mamma aveva un'amica ostetrica, diventata la regina del ghiaccio ma che ha cominciato con le rotelle ai piedi. Dai primi allenamenti sulle strade dell'Eur, andando dietro alla macchina di papà Maurizio (primo e unico allenatore), fino alla svolta durante le Olimpiadi di Torino del 2006 quando il padre, dopo il liceo, la portò a provare sul ghiaccio a Baselga di Piné, a nord di Trento. Da quel momento cambia tutto, un continuo via-vai dalla Capitale al Trentino e tanti sacrifici, ripagati con questo oro a Milano-Cortina 2026.
© Afp | Jutta Leerman, pattinatrice olandese
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Ex campionessa mondiale di pattinaggio in linea con 16 titoli iridati, dopo il passaggio sul ghiaccio Francesca ha continuato a vincere. Alle Olimpiadi di Pechino 2022 ha conquistato l'argento nei 3000 metri e il bronzo nella mass start (una disciplina del pattinaggio di velocità, ndr); nel 2025 a Hamar è diventata la prima italiana con l'oro mondiale sui 5000 metri e, di nuovo, bronzo nella mass start. Ha vinto 8 medaglie europee, inclusa l'oro nella mass start nel 2018, e detiene record personali su diverse distanze. A cui, ora, va aggiunto il record olimpico nei 3000 metri e l'oro di Milano-Cortina 2026.
Francesca Lollobrigida non ha mai nascosto il suo cuore giallorosso, vissuto con orgoglio e naturalezza, come parte integrante del suo percorso umano prima ancora che atletico.