Pomodoro da mensa, un settore da 1,46 miliardi di euro: a Macfrut 2026 la fotografia di Nomisma
A Macfrut 2026 lo studio Nomisma sul pomodoro da mensa in Italia: 25.712 ettari coltivati, 1,46 miliardi di euro di valore e un grado di autoapprovvigionamento al 96%
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Un settore che vale 1,46 miliardi di euro, copre 25.712 ettari e garantisce all'Italia un grado di autoapprovvigionamento del 96%. Ma che convive con una volatilità dei prezzi capace di erodere margini e certezze per chi produce. È la fotografia del pomodoro da mensa scattata da Nomisma nella giornata conclusiva di Macfrut 2026, giovedì 23 aprile, durante il convegno ospitato nella Tomato Arena del Rimini Expo Centre.
I numeri di una filiera strategica
A presentare lo studio "Il pomodoro da mensa in Italia, tra produzione e mercato" è stata Ersilia Di Tullio, Head of Strategic Advisory di Nomisma. Il pomodoro da mensa rappresenta il 6% della produzione orticola nazionale, ma il suo valore — 1,46 miliardi di euro nel 2024 — pesa per il 13% sul totale della produzione agricola italiana, comprendendo anche il pomodoro da industria. Le superfici coltivate si distribuiscono tra pieno campo (17.253 ettari, 67%) e serra (8.459 ettari, 33%), con una resa media che premia nettamente la coltivazione protetta: 74,6 tonnellate per ettaro in serra contro le 31,1 in pieno campo (dati 2021-2025).
La geografia produttiva vede la Sicilia in prima posizione, seguita da Lazio, Campania, Puglia e Calabria. Merita una menzione il Veneto, specializzato nella coltivazione in serra per il 95% della propria produzione. Negli ultimi anni le superfici in pieno campo sono rimaste stabili, mentre quelle in serra si sono consolidate grazie alla maggiore produttività.
Export in crescita, ma i prezzi ballano
Sul fronte commerciale, il pomodoro italiano mostra un surplus in valore e un deficit in volume. L'export di ortaggi freschi vede il pomodoro al 10% del totale, per 226 milioni di euro, con la Germania primo mercato di destinazione (27%), seguita da Austria (15%) e Svizzera (13%). In crescita anche i mercati dell'Est, in primis la Polonia. Il valore unitario all'export si attesta a 2,61 euro al chilo, mentre l'import — concentrato in ambito UE con Paesi Bassi (44,8%), Belgio (20,4%) e Spagna in testa — ha un valore unitario nettamente inferiore (1,27 euro).
Il tasto dolente resta la volatilità dei prezzi all'origine. Nel confronto 2025 su 2024, il Pomodoro di Pachino IGP ha segnato un -28,8%, il datterino in serra un -20,7%. Un'oscillazione che alimenta l'incertezza per il mondo produttivo. Le prospettive, tuttavia, restano favorevoli: la crescita degli investimenti nazionali, a fronte di un calo degli altri principali produttori europei, potrebbe consolidare il ruolo dell'Italia nei prossimi anni.
Una giornata di chiusura ricca
Il convegno sul pomodoro è stato uno dei tanti appuntamenti che hanno animato l'ultima giornata di Macfrut. Nel seminario "Mango e Avocado, un'opportunità per il Sud Italia" Fruitimprese, Università di Palermo, Coldiretti, Confagricoltura e i principali player della GDO (Coop e Conad) hanno discusso il ruolo crescente della produzione italiana di frutti tropicali. Alla Mango and Avocado Explosion, il contest gastronomico tra gli IAL di Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Lombardia ha incoronato lo IAL Lombardia con una bavarese al mango, gelato all'avocado, basilico e limone. Altri focus hanno approfondito robotica e droni in agricoltura di precisione.
