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Conferenza sul futuro dell'Europa, il racconto di una partecipante a Tgcom24: "Un'esperienza unica. L'Ue di domani? Più unita"

"I giovani dovrebbero avere una formazione più europea", spiega la 21enne milanese Martina Brambilla, ambasciatrice in plenaria dei cittadini del Panel 2 su democrazia europea, stato di diritto, sicurezza

Conferenza sul futuro dell'Europa, l'esperienza della 21enne Martina Brambilla

"È stata un'esperienza incredibile, unica".

A parlare a

Tgcom24

è una delle cittadine che partecipano alla

Conferenza sul futuro dell'Europa

. Si tratta di

Martina Brambilla

, 21 anni, studentessa di Scienze della comunicazione a Milano, che ha partecipato al Panel 2 (su democrazia europea, stato di diritto, sicurezza) e che inoltre è tra le venti persone estratte a sorte che partecipano alle sessioni plenarie della Conferenza. Per Martina "l'Europa del futuro è più unita e migliore". L'idea che le sta più a cuore? "Promuovere una formazione più europea e quindi rafforzare lo studio delle materie europee tra i più giovani".

Cosa ti ha spinto a partecipare alla Conferenza sul futuro dell'Europa? 


La curiosità e il voler fare un'esperienza nuova, stimolante. Inizialmente, sapevo ben poco di quello che sarei andata a fare; inoltre, non ero particolarmente competente sui temi del mio panel, ce n'erano altri che sentivo più vicino a me e ai miei studi. Mi chiedevo che contributo potessi dare rispetto a una persona più informata di me. Invece, non mi sono mai sentita fuori luogo. Ho partecipato in maniera spontanea e naturale a ogni incontro, dando il mio contributo. Anzi, la scelta di coinvolgere cittadini qualsiasi - con le loro esperienze, vite e modi di vedere l'Europa - è stata vincente perché ci ha permesso di elaborare raccomandazioni pratiche. Stesso discorso per quanto riguarda le plenarie, incontro dopo incontro è stato tutto più chiaro e concreto.


 


Concretamente, che tipo di lavoro hai fatto e fai?


Parto dal panel.

 

Durante il primo incontro,

 

a settembre, siamo stati divisi in gruppi. Abbiamo parlato, in maniera molto generale, di come volevamo l'Europa del futuro. A novembre, invece, siamo stati divisi in sottogruppi tematici specifici. Io facevo parte di quello sulla sicurezza. A dicembre, all'incontro di Firenze, abbiamo scritto le raccomandazioni. Abbiamo lavorato tantissimo ed è stato molto soddisfacente. Sempre in quel frangente abbiamo poi votato e approvato le raccomandazioni (39 su 42).


 


A livello di plenaria, invece, inizialmente noi ambasciatori presentavamo le raccomandazioni dei panel. Ora che ci avviamo verso la fase finale, abbiamo due compiti: partecipare alle plenarie e soprattutto lavorare in gruppo per scrivere il documento finale per ogni panel. È l'ultimo step. Poi questi documenti si uniranno e andranno a formare la relazione finale.


 


Quali delle idee proposte ti hanno colpito e condividi maggiormente? 


Appoggio tantissimo l'idea di promuovere una formazione più europea e quindi rafforzare lo studio delle materie europee tra i più giovani. Sono contenta che l'argomento sia stato discusso dal panel 1 e che molti europarlamentari ne parlino in maniera entusiasta. Questo per me è uno dei temi più importanti. Sono convinta, inoltre, che sia necessario aumentare la conoscenza delle lingue per abbattere le barriere che nascono automaticamente se una persona non riesce a comunicare con altri Paesi. Nell'ambito del mio panel, invece, l'idea di consolidare internamente i valori europei per poi esportarli.


 


Cosa ti porterai dietro da questa esperienza?


È stata un'esperienza incredibile, unica. Mi sento estremamente privilegiata e fortunata. Un coinvolgimento così massiccio di cittadini - proprio a livello di istituzioni - non si era mai verificato. Inoltre, è stato molto arricchente conoscere gli altri partecipanti. Nel mio sottogruppo al panel c'erano persone dai 16 agli 80 anni, di Paesi diversi, con vite diverse, eppure la nostra percezione dell'Europa era esattamente la stessa. Ci siamo sentiti davvero una persona sola che andava a dire alle istituzioni che certe cose non vanno.


 


Come vedi l'Europa del futuro?


Se le istituzioni mettono in pratica le nostre raccomandazioni, l'Europa del futuro sarà un'Europa più unita e migliore. Spero dunque che dopo il 9 maggio - giorno in cui si conclude la Conferenza - il nostro lavoro di cittadini venga preso in maniera seria.  E sono sicura che sarà così perché noto un grandissimo interesse da parte delle istituzioni ad ascoltarci. D'altronde, loro hanno creato una Conferenza così "grande" a livello di impegno e coinvolgimento dei cittadini, e quindi significa che vogliono davvero cambiare in meglio.


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