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Iscrizioni scuola 2022/23, crescono Tecnici e Professionali | Prima vera flessione per i Licei da 10 anni

I dati diffusi dal Ministero dell’Istruzione a poche ore dalla chiusura delle iscrizioni scolastiche all’anno 2022/2023, ci mostrano i primi segnali di quello che presto potrebbe essere un vero cambio di scenario

 scuola, primo giorno di scuola
Ansa

Qualcosa, seppur lentamente, si muove. I ragazzi hanno infatti sempre più fiducia negli istituti tecnici e professionali. Anche se, di base, rimane il liceo l’approdo privilegiato dagli studenti che si approcciano alle scuole superiori. Secondo i primi dati parziali sulle iscrizioni scolastiche, diffusi dal Ministero dell’Istruzione proprio nel giorno in cui si chiudono le “prenotazioni” per l’anno 2022/2023, cresce infatti l’interesse per i percorsi non liceali: gli Istituti Tecnici hanno convinto il 30,7% dei futuri alunni di primo superiore (+0,4% rispetto a dodici mesi fa), gli Istituti Professionali registrano un 12,7% di preferenze (+0,8% rispetto all’anno scorso).

Licei prima scelta, ma in discesa dopo 10 anni di crescita ininterrotta

 

Ovviamente era facile prevedere che fossero i Licei la scelta della stragrande maggioranza delle studentesse e degli studenti. Ma, per una volta, la loro flessione è abbastanza sensibile: a preferire un indirizzo liceale per l’anno scolastico 2022/2023 è stato il 56,6% del totale degli iscritti, dato comunque alto ma in discesa dell’1,2% rispetto alle iscrizioni 2021/2022.

 

Si tratta di un dato più significativo di quello che potrebbe apparentemente sembrare. Se facciamo un raffronto con una decade fa, il 45,7% degli iscritti all’anno scolastico 2012/2013 aveva scelto un percorso liceale. E dal quel momento in poi, costantemente, le preferenze per i licei erano aumentate fino a raggiungere il record storico esattamente dodici mesi fa (57,8%).

 

Un calo, quello dei licei, che interessa quasi tutti i percorsi. Il Liceo Scientifico, tradizionalmente il più gettonato, si ferma al 26% di preferenze (-0,9%); la “colpa” è soprattutto dell’indirizzo tradizionale che se un anno fa attirò il 15,1% dei neoiscritti, stavolta ha convinto solo il 14,0%. Proseguendo con gli altri indirizzi, il Liceo Classico scende al 6,2% (-0,3%), mentre il Liceo Linguistico è al 7,4% (-1%); In controtendenza il Liceo delle Scienze umane, dal 9,7% al 10,3% (+0,6%) e l’Artistico, dal 5,1% al 5,5% (+0,4%). Stabili il Liceo Europeo e Internazionale (0,5%) e i Licei musicali e coreutici (0,7%). 

 

Mentre, volendo entrare più nello specifico dei percorsi Tecnici, il settore Tecnologico è stato scelto dal 20,4% (+0,1% sull’anno scorso), il settore Economico dal 10,3% (0,3% rispetto a dodici mesi fa)

 

In Emilia-Romagna boom per i professionali, in Veneto per i tecnici

 

Dal punto di vista geografico, la regione in cui si scelgono prevalentemente i Licei è, come negli scorsi anni, sempre il Lazio, dove con il 69,6% di iscritti si supera di ben 13 punti percentuale la media nazionale. Così come il Veneto si conferma la regione in cui gli istituti Tecnici trovano il riscontro più caloroso, con un tasso di iscritti del 38,3% (+7,6% rispetto alla media generale). Stessa cosa sul fronte Professionali: l’Emilia-Romagna è ancora una volta l’area che registra un picco di iscritti, il 15,9% (+3,2% rispetto alla media nazionale).

 

Gli studenti stanno cambiando idea, le famiglie un po' meno

 

“Gli studenti stanno iniziando a comprendere che un percorso liceale non è una scelta quasi obbligata - sottolinea Daniele Grassucci, direttore del portale Skuola.net - e infatti da un nostro recente sondaggio era emerso che solo 1 studente di terza media su 4 pensava che esclusivamente i licei preparassero meglio al futuro. Su questo cambiamente di vedute molto probabilmente ha inciso anche la pandemia:  il 22% di loro affermava che sulla decisione l’emergenza aveva avuto un impatto, soprattutto mostrando strade non valutate in precedenza. Il problema, semmai, risiede nella mentalità delle famiglie, che in oltre la metà dei casi (54%) - a detta dei figli – sono convinte che gli indirizzi liceali siano l'unica scelta di qualità. Per smentirle sarà sicuramente fondamentale investire sul rilancio dell’istruzione tecnica e professionale, come auspicato dal Governo”. 

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