Maturità 2026, le foto della prima prova scritta
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Fra le tre tracce del testo argomentativo della prima prova della Maturità 2026 c'è un estratto de I confini contano. Perché l'umanità deve riscoprire l'arte di tracciare frontiere (2021), libro del sociologo inglese Frank Furedi (79 anni), in cui si riflette sul significato e il valore di confini e frontiere nella società globalizzata. Nato nel 1948 in Ungheria da una famiglia che lasciò il Paese dopo la rivoluzione del 1956 (per trasferirsi in Canada e poi nel Regno Unito), Furedi è professore emerito di Sociologia all'Università del Kent, autore di una trentina di libri, studioso della sociologia della conoscenza e dell'educazione, del ruolo della paura e dell'incertezza, nonché delle guerre culturali nelle società occidentali.
I confini contano è un'opera controcorrente, com'è del resto tutta la riflessione di Furedi. In un'epoca di globalizzazione e migrazioni di massa, mentre nel dibattito pubblico di moltiplicano gli appelli ad "abbattere le frontiere", i confini vengono ritenuti irrilevanti, discriminatori o reazionari. È il concetto stesso di confine a essere sotto attacco, secondo Furedi: nelle società occidentali, infatti, anche le tradizionali linee di demarcazione tra pubblico e privato, uomini e donne, adulti e bambini, esseri umani e animali, cittadini e non cittadini sono spesso condannate come arbitrarie, innaturali e ingiuste.
Furedi mette in guardia da una società culturalmente alla deriva: anche per questo è fondamentale, a suo giudizio, che l'umanità riscopra l'arte di tracciare confini. Tra i suoi libri più celebri c'è Cultura della paura, in cui teorizza come le società occidentali moderne siano ossessionate dall'eliminazione di qualsiasi pericolo. In italiano sono stati pubblicati, tra gli altri, Il nuovo conformismo (2005), Che fine hanno fatto gli intellettuali? I filistei del XXI secolo (2007), Fatica sprecata. Perché la scuola oggi non funziona (2012), Contro la psicologia. Come la deriva terapeutica rende vulnerabili individui e società (2023).
Negli anni Ottanta, Furedi è stato tra i fondatori del Revolutionary Communist Party britannico. Negli anni, però, si è avvicinato a posizioni critiche nei confronti del progressismo moderno e della cancel culture. Oggi è alla guida del Mathias Corvinus Collegium, think tank conservatore ritenuto vicino all'ex premier ungherese Viktor Orbán, elemento che ha ulteriormente accentuato il dibattito attorno alla sua figura.
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