Dalla Guerra Fredda in Siberia a D’Annunzio “water ed estetista”: i peggiori strafalcioni del passato da evitare oggi alla Maturità
Tra ansia da prestazione e amnesie inspiegabili, l'orale dell'Esame regala ogni anno perle indimenticabili. L'Osservatorio di Skuola.net ha raccolto i migliori sfondoni di studenti e professori: un viaggio tragicomico tra revisionismo storico, classici maltrattati e scambi di persona surreali
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Tempo di orali di Maturità e quindi di strafalcioni, ovvero castronerie marchiane o imprecisioni innocenti quanto devastanti proferite da studenti e persino docenti neanche fossero una IA qualsiasi in preda alle allucinazioni.
Il portale Skuola.net da oltre 10 anni monitora costantemente il fenomeno e quindi, anche per questa edizione degli esami, è pronto a raccogliere le delazioni di chi assisterà agli orali per darne notizia alla nazione intera.
Ma, in attesa che i nuovi sfondoni si palesino, la testata specializzata sul mondo scuola ha preparato un “bestiario” con i migliori (o forse sarebbe meglio dire peggiori) orrori delle edizioni precedenti, con lo scopo di fornire un prontuario per il ripasso con i peggiori inciampi da evitare: ecco l'antologia definitiva degli scivoloni d'esame, divisi per materie.
Letteratura: D'Annunzio estetista, Calvino usurpatore e il furto di Pascoli
La letteratura italiana è un vero campo minato. La vittima preferita è senza dubbio Gabriele D'Annunzio: già declassato da un candidato a "poeta water" (anziché “Vate”), è ormai noto ai più come un celebre "estetista" (anziché esteta), confondendo la cura dello spirito con quella del corpo. Ma c'è di peggio: uno studente gli ha persino usurpato la paternità de "La pioggia nel pineto", riassegnata con disinvoltura a Giovanni Pascoli. A proposito di Pascoli, un maturando gli ha attribuito la teoria della "frammentazione dell'io", spodestando in un colpo solo Luigi Pirandello.
Il drammaturgo siciliano è un altro bersaglio di elezione degli strafalcioni da esame. C'è, ad esempio, chi ha ribattezzato la sua celebre opera in "Uno, nessuno e duecentocinquantamila" (sarà colpa dell'inflazione?) e chi, con estrema convinzione, sostiene che avrebbe vinto non il Nobel, ma un prestigioso Premio Oscar.
Ma i rimescolamenti letterari sono davvero all’ordine del giorno: c'è chi ha traslato Alessandro Manzoni nel 1600, forse per eccessiva immedesimazione ne "I Promessi Sposi", e chi gli ha fatto pronunciare il dantesco "Lasciate ogni speranza, voi ch'entrate". Sorte simile per Giacomo Leopardi: la sua immortale siepe de “L’Infinito” si è trasformata in un misero "cespuglio".
Un grande classico della memoria come "Se questo è un uomo" di Primo Levi è stato comodamente regalato a Italo Calvino. Sul fronte internazionale, il francese Émile Zola per un maturando è italianissimo: una probabile omonimia mentale con l'ex calciatore sardo Gianfranco Zola. Anche se, per spezzare una lancia a favore del candidato, in questo caso l'errore va parzialmente assolto: lo scrittore era effettivamente di origini italiane, dato che il padre si chiamava Francesco Zolla, per poi essere naturalizzato francese come François Zola.
Infine, il dramma della tradizione epica: la povera Elena di Troia, anziché respingere il corteggiamento dei Proci (che peraltro erano affare di Penelope), si è ritrovata a dover scegliere "tra i porci".
Storia e Geopolitica: Hitler da Nobel, i "Barilla" e lo Stretto di Gargamella
Se la letteratura piange, il revisionismo storico lascia di sasso. Adolf Hitler, per un candidato, avrebbe addirittura vinto il Premio Nobel per la Pace. Una gaffe enorme che però, a voler essere clementi, nasconde un insospettabile appiglio storico: sul finire degli anni '30 un parlamentare svedese effettivamente lo candidò al Nobel in segno di protesta. Che lo studente avesse un ricordo confuso di questo aneddoto?
Per una diplomanda, invece, Benito Mussolini non era il fondatore del fascismo, ma uno dei leader del Partito Comunista Italiano. E i giovani balilla del “ventennio”? Semplice: per un'altra mente creativa erano i "Barilla".
C'è poi chi ha anticipato l'inizio della Seconda Guerra Mondiale al 1933, e chi ritiene con fermezza che l'Italia sia attualmente una Monarchia, cancellando con un colpo di spugna la Repubblica nata nel 1946. In questo stravolgimento istituzionale c'è, dunque, chi implicitamente ha incoronato sovrano nientemeno che "Re" Sergio Mattarella (di cui, per contro, un'altra candidata ignorava totalmente l'esistenza).
E ancora: il campo di concentramento di Auschwitz liberato dagli americani (anziché dall'Armata Rossa) e Aldo Moro rapito da Cosa Nostra, il che lascerebbe dedurre che per lo studente in questione Falcone e Borsellino siano stati vittime delle Brigate Rosse.
Sul fronte geografico, spicca la Guerra Fredda combattuta rigorosamente "in Siberia" (perché, in fondo, "faceva freddo") e lo Stretto dei Dardanelli scambiato per lo "Stretto di Gargamella", in un improbabile crossover con i Puffi.
E sempre in tema di blocchi contrapposti, non manca chi ha collocato il crollo del Muro di Berlino nel 1948 (un vero record, considerando che è stato costruito nel 1961!).
Scienze e Arte: dalla Curie da Oscar agli "umani anfibi"
Anche le materie scientifiche regalano perle assolute. Marie Curie? Oltre a essere la madre della fisica moderna, avrebbe vinto (anche lei) ben due fantastici Premi Oscar. In biologia, invece, un imbarazzato studente ha confuso l'autolesionismo con l'"autoerotismo", pratica che ha scopi decisamente diversi. Sempre in ambito biologico, un maturando ha stravolto la classificazione delle specie decretando con sicurezza che gli esseri umani sono anfibi (e non mammiferi).
Sul versante artistico, il povero Pablo Picasso è stato ribattezzato "Paolo", e la sua "Guernica" (celebre per il bianco e nero) è stata descritta come un quadro "dipinto di rosso". Ma l'apice si raggiunge con "Il Bacio" di Francesco Hayez, che uno studente ha collocato con estrema sicurezza nella "paninoteca di Milano" (anziché alla Pinacoteca di Brera).
L'orrore sale in cattedra: quando a sbagliare sono i prof
L'ansia, però, fa brutti scherzi anche ai docenti. I racconti traboccano, infatti, di gaffe pronunciate dai commissari d’esame. In storia i professori si sono davvero sbizzarriti: c'è chi ha collocato lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale nel 1915, chi ha fissato la scoperta dell'America da parte dei francesi nel 1789, e chi ha affermato che nella Prima Guerra Mondiale gli USA erano alleati della Germania.
E poi: Caporetto spostata nella Seconda Guerra Mondiale, la Liberazione anticipata al 25 aprile 1944 e Hitler invasore di Pearl Harbor. Senza dimenticare il commissario (di chimica) convinto che Hitler fosse di origini polacche e il Presidente certo che la Crisi del '29 e il New Deal fossero esattamente la stessa cosa.
Gli scambi di persona sono un altro classico dei prof: un commissario di inglese, interrogando su Charles Dickens, ha disquisito per ore di "The Picture of Dorian Gray" (che in realtà è di Oscar Wilde). Una docente non ha saputo riconoscere la foto di Sigmund Freud, mentre un altro Presidente, di fronte a una poesia di Giorgio Caproni, ha esclamato: "E questo chi ***** è?".
Pure la geografia politica vacilla: una prof ha sganciato la bomba atomica statunitense sul Vietnam, e un docente di Educazione civica ha spostato la Commissione Europea in Lussemburgo.
In arte, invece, è scoppiata una lite tra commissari perché una professoressa sosteneva che il Futurismo fosse nato nel 1919 (e non nel 1909).
In questo contesto si toccano anche vette altissime di humor nero (ma, si spera, involontario). Come quello di un insegnante che ha trasformato il drammatico piano di sterminio Operazione T4 nell'"Operazione T9", confondendo l’orrore nazista col sistema di scrittura predittiva dei vecchi cellulari.
Situazioni surreali: lavagne distrutte, scene mute e "DNA di famiglia"
A completare il quadro ci sono le situazioni limite dal punto di vista organizzativo e formale: dalla commissione che, terrorizzata dal Covid, distrusse la lavagna interattiva (LIM) a forza di strofinarla col gel igienizzante, all'orale diventato un vero e proprio "affare di famiglia".
È il caso di un commissario di scienze che, accorgendosi della presenza della mamma e della sorella gemella della candidata, ha chiamato in causa la signora per chiederle se le figlie avessero lo stesso DNA.
Un altro docente ha, invece, torchiato una classe intera con domande di Latino, materia che in quell'indirizzo non era nemmeno in programma. Infine, c'è chi ha sfidato il sistema e si è esibito in una pantomima facendo volutamente "scena muta", ma in modo creativo. Uno studente, dopo aver risposto "Non la so" a tutte le domande di scienze, si è sentito chiedere dalla prof: "C'è qualcosa che ti è piaciuto quest'anno?". La risposta? Ovviamente, un secco "No". La chiosa finale della docente è già leggenda: "Ci saranno provvedimenti". Quando? All’Università?
