Lo rivelano alcuni scienziati italiani

Il digiuno intermittente potrebbe fare bene al cervello

Gli scienziati hanno messo in luce del succinato, una molecola che potrebbe aprire nuove strade a terapie farmacologiche mirate alla salute del cervello

15 Gen 2026 - 13:23
 © -afp

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Non è utile solo per rimettersi in forma, il digiuno intermittente potrebbe comportare alcuni benefici anche per la salute del cervello. A dirlo è un team coordinato da giovani scienziati italiani che ha scoperto un "segreto" biochimico di questo particolare stile alimentare che potrebbe aprire a terapie farmacologiche mirate anche alla salute del cervello. 

Cos'è il digiuno intermittente

 Si tratta di un particolare regime dietetico che alterna periodi di digiuno volontario a periodi - detti anche "finestre" - di alimentazione. L'assunzione calorica viene, quindi, limitata a particolari momenti della giornata in modo tale che il glucosio assimilato durante i pasti si esaurisca. Il corpo inizia così a bruciare i grassi accumulati per ottenere l'energia necessaria. Il processo favorisce, di conseguenza, la perdita di peso e l'accelerazione del metabolismo. 

Lo studio

 Pubblicata su Acta Physiologica, la ricerca, ha messo in luce il ruolo che il succinato (un acido dicarbossilico fondamentale nel metabolismo cellulare) riveste nel collegare i benefici del digiuno intermittente su metabolismo, cervello e comportamento alimentare delle persone obese. "Grazie a questo studio potremmo sviluppare approcci nutrizionali o farmacologici mirati a modulare il succinato per prevenire non solo il diabete e altre malattie cardiometaboliche, ma anche i disturbi dell'umore e il declino cognitivo associati all'obesità, offrendo una protezione neurobiologica superiore a quella della semplice restrizione calorica", ha detto la ricercatrice del Centro health science della Scuola Sant'Anna e coordinatrice del lavoro, Paola Tognini. 

Il ruolo del succinato nei soggetti obesi

 La molecola biochimica, composto chiave del metabolismo energetico, può mediare gli effetti benefici del digiuno intermittente sul metabolismo e, soprattutto, sul comportamento e sull'infiammazione cerebrale nelle persone obese. Nel nostro Paese, stando ai dati Istat, quasi un adulto su due è in eccesso di peso: il 34,6% è in sovrappeso e l'11,8% è obeso. L'obesità, riconosciuta in Italia come una malattia cronica nel 2025, rappresenta un fattore di rischio noto per malattie cardiometaboliche quali il diabete di tipo 2 e l'ipertensione. Ma i danni provocati dall'obesità colpiscono anche il cervello. La patologia, infatti, aumenta il rischio per il soggetto che ne soffre di sviluppare disturbi cognitivi, malattie neurodegenerative e neuropsichiatriche. 

Il succinato come il digiuno intermittente

  I ricercatori hanno utilizzato un modello sperimentale di obesità indotta da diete ad alto contenuto di grassi e lo hanno poi confrontato con una dieta bilanciata e con gli effetti del digiuno intermittente. Quest'ultimo ha favorito il miglioramento del comportamento esplorativo e ridotto i livelli di ansia facendo diminuire, anche, l'infiammazione a livello cerebrale. Amalia Gastaldelli, dirigente di ricerca dell'Istituto di Fisiologia clinica del Cnr di Pisa e ideatrice dello studio insieme a Paola Tognini, ha detto: "Grazie a tecniche avanzate di metabolomica, siamo riusciti a individuare il succinato come una molecola chiave che mette in comunicazione il metabolismo del corpo con il cervello". L'analisi dei metaboliti nei tessuti e nel circolo sanguigno degli animali da laboratorio ha poi rivelato quella che gli studiosi definiscono una firma metabolica specifica del digiuno intermittente, caratterizzata da una riduzione del succinato nel plasma e da un suo aumento nel fegato e nel tessuto adiposo bruno. Somministrare succinato riproduce gran parte degli effetti del digiuno a intermittenza, soprattutto a livello di cambio di comportamento e diminuzione di ansia; come se la molecola fosse il "segreto" del digiuno intermittente".

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