Spesso basta un singolo caso di cronaca, come la notizia della morte di una bambina di quattro anni a Palermo per via di una difterite, a ricordarci di quante malattie pensiamo debellate, ma che in realtà sono ancora pericolosamente presenti tra noi. Per questo, appare fondamentale anzitutto conoscerle e ricordare quanto sia vitale la protezione vaccinale. Oltre alla difterite, della quale stiamo largamente sentendo parlare negli ultimi giorni, è bene sapere che ci sono altrettante malattie da cui mettersi in guardia. Tra queste vi sono il morbillo, la pertosse, la poliomielite e la tubercolosi.
Quali sono le malattie che possono colpire ancora?
Quando sentiamo parlare di alcune malattie appartenenti al passato, spesso e volentieri commettiamo un grave errore: quello di considerarle del tutto scomparse senza alcuna possibilità di ritorno. Ebbene, quest'idea è totalmente fuorviante. Spesso, di molte di queste, addirittura facciamo fatica a ricordarne sintomi ed effetti. Ciò che è importante ricordare è che nonostante i continui sviluppi della ricerca e della medicina in generale, tali malattie non sono state ancora del tutto "sconfitte".
La peste
Nel XIV secolo questa malattia sterminò circa il 60% della popolazione europea. Quest'ultima si diffonde attraverso pulci che vivono in simbiosi con roditori come ratti e scoiattoli. Negli ultimi decenni, grazie ai vaccini e agli antibiotici, la diffusione di questa malattia è stata progressivamente limitata. Oggi, nei paesi più sviluppati è rara.
Il morbillo e la rosolia
Il morbillo è tra le più contagiose in assoluto. Questa malattia è causata da un virus del genere Morbillivirus. Sebbene oggi sia meno frequente grazie alla vaccinazione, continua a rappresentare un problema di salute pubblica per il rischio di focolai e di complicanze anche gravi. Il contagio avviene da un soggetto a un altro attraverso le secrezioni nasali e la saliva. La rosolia, come molte altre, colpisce prevalentemente i bambini ma può anche essere trasmesso ai bambini nel grembo materno da madri non vaccinate. In questo secondo caso si ha la Sindrome da Rosolia congenita che può causare la morte del feto o gravi invalidità del bambino durante la gravidanza.
La tubercolosi
Si tratta di una malattia devastante. L'infezione si diffonde nell’aria, favorita da situazioni di sovraffollamento e di scarsa ventilazione. È tra quelle che uccide di più, davanti all’Aids. La Tbc è curabile, ma le forme resistenti ai farmaci si diffondono sempre più. Conosciuta come "La Piaga Bianca" ha rappresentato, soprattutto nell’Europa del XVIII secolo, la più terribile e spietata causa di morte. Per i paesi del mondo occidentale, la tubercolosi ha rappresentato una minaccia costante fino a metà del Novecento, poi, da quel momento, i progressi medici hanno permesso di diagnosticare e curare la malattia con grande efficacia. A livello globale, però, ha continuato a diffondersi: nuove forme, resistenti ai farmaci, stanno causando tuttora grandi difficoltà nel suo controllo.
La poliomielite
Questo virus si diffonde attraverso il contatto con feci infette o con gocce di starnuto. Tramite questi veicoli raggiunge il cervello e il midollo spinale, causando gravi danni, in alcuni casi la paralisi. L’umanità ha convissuto con questa malattia per migliaia di anni. Benché la battaglia con questa epidemia sembri praticamente vinta, ancora nel 2015 sono stati segnalati 51 casi di virus, nell'area geografica tra Afghanistan e Pakistan. Il resto del mondo è libero dalla malattia, anche se resta il rischio d’importazione da questi paesi in cui il virus è ancora presente.
La lebbra
La lebbra è una malattia contagiosa causata da uno specifico batterio che si trasmette attraverso il contatto prolungato con altre persone infette. Provoca danni ai nervi e alle cellule della pelle e ha come conseguenza l’insorgenza di ferite sfiguranti e disabilità permanenti. Questa malattia provoca ancora molte vittime, soprattutto in alcune zone dell’India, del Brasile e dell’Indonesia.
La scarlattina
È una malattia infettiva contagiosa, causata dalla presenza di batteri che si trovano sulla pelle e nella gola ed ha caratteristiche esantematiche, facilmente riscontrabili in eruzioni che vanno dal colore rosa al rosso. I batteri si diffondono attraverso lo starnuto o la tosse, tramite contatto, soprattutto se in presenza di infezioni come l’impetigine o attraverso la condivisione di biancheria contaminata. Al giorno d'oggi non esiste ancora un vaccino che possa prevenirne l’insorgenza.
La pertosse
Si tratta di un’infezione trasmessa per via aerea che infiamma e porta al rigonfiamento delle vie respiratorie, provocando tosse intensa, con effetti particolarmente gravi per i bambini. Questa malattia è molto meno innocua di quello che molte persone credono: paragonata ad altre patologie ha, infatti, un’elevata mortalità, stimabile in circa due decessi ogni mille casi e riguardante soprattutto bambini nel primo anno di vita. La causa principale di questo elevato tasso di mortalità è da ascriversi al fatto che, molto spesso, alla pertosse si lega l’insorgenza di polmonite, che va a colpire in questo caso un organismo già abbondantemente indebolito.
Il rachitismo
Si tratta di una malattia che deforma le ossa nei bambini, indebolendole e piegandole. Comunemente causata da una mancanza di vitamina D e calcio, era una delle malattie tipiche del XIX secolo. Alcuni studi avviati in alcune parti dei Paesi Bassi hanno mostrato che alla fine del 1800, ben l’80-90% dei bambini era affetto da rachitismo, ma il miglioramento delle condizioni di vita nei paesi sviluppati ha reso la malattia così rara che molti governi hanno smesso di preoccuparsene.
