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"Così ho salvato il piccolo Alessandro da una malattia rara": la tecnica innovativa del medico del Policlinico di Milano

Il bambino soffriva di una malformazione ano-rettale. Il direttore del reparto di chirurgia pediatrica dellʼospedale milanese Ernesto Leva a Tgcom24: "Serve una struttura come la nostra, ma il metodo si può esportare"

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Il piccolo Alessandro, nato lo scorso 13 agosto al Policlinico di Milano, poteva morire dopo appena un giorno. Aveva una malformazione ano-rettale rarissima, che colpisce un bambino ogni quattromila. Di solito per curare questo tipo di patologia sono necessari tre interventi molto invasivi. Il direttore del reparto di chirurgia pediatrica dell'ospedale Ernesto Leva però è riuscito a salvare la vita del piccolo con un solo intervento, grazie a una tecnica innovativa da lui ideata e utilizzata solo al Policlinico. Leva ha descritto a Tgcom24 la malformazione che ha colpito Alessandro e il metodo da lui stesso sviluppato.

Nello specifico qual era la malformazione del bambino?
Il bambino aveva una malformazione ano-rettale molto rara, che colpisce un bambino su quattromila. Fa parte di uno spettro di malformazioni, che variano anche in base al sesso del bambino. In questo caso la via intestinale era rimasta attaccata alla via urinaria. La mia tecnica è per questo tipo di malformazione e solo per il maschio.

In cosa consiste la tecnica innovativa con cui è stato operato il piccolo Alessandro?
Per operare su questo tipo di malformazioni la tecnica standard che si usa dagli anni '80 prevede tre interventi diversi per separare l'intestino dalla via urinaria. Io e la mia squadra abbiamo ideato una tecnica che permette, a un giorno dalla nascita del bambino, di ottenere lo stesso risultato con un solo intervento.

Come è stata ideata questa nuova tecnica?
Il Policlinico è centro di riferimento nazionale per questo tipo di patologie, riceve bambini da tutta Italia e richieste di consulenza da tutto il mondo. Io e la mia squadra abbiamo ideato questa tecnica nel corso degli anni, con l'esperienza.

Quindi quello realizzato sul piccolo Alessandro non è il primo intervento di questo genere.
No, ho già realizzato dieci interventi con questa tecnica. La particolarità di questo caso viene dal fatto che era il giorno prima di Ferragosto e il personale era ridotto. Io stesso ero in vacanza e sono stato richiamato, per fortuna non ero lontano e sono potuto rientrare.

Da quanti elementi deve essere composta un'equipe per compiere un intervento di questo genere?
Ci vuole una struttura organizzata e attrezzata per questi casi come il Policlinico. I bambini vanno preparati all'intervento, quindi ci vuole un neonatologo. Si tratta di un intervento molto lungo, è necessaria la figura dell'anestesista. C'è bisogno di un radiologo per gli esami necessari prima dell'operazione. Durante l'intervento poi siamo tre chirurghi.

La tecnica innovativa da lei ideata è utilizzata solo al Policlinico. Pensa si possa "esportare" anche all'estero e in altri ospedali?
La tecnica si può esportare. Bisogna avere esperienza della patologia. Per questo ho già scritto un articolo sull'argomento e ne sto scrivendo un altro con le tecniche e le procedure aggiornate.