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Trivelle, manca lʼaccordo di governo: slitta la seduta in Senato, il decreto potrebbe saltare

I lavori riprenderanno giovedì mattina. M5s e Lega continuano però a trattare fino allʼultimo per trovare la quadra

Trivelle, manca l'accordo di governo: slitta la seduta in Senato, il decreto potrebbe saltare

Manca ancora l'accordo nella maggioranza di governo sul tema delle trivelle. E' dunque slittata la seduta delle commissioni Affari costituzionali e lavori pubblici del Senato sul decreto semplificazioni, che avrebbe dovuto iniziare alle 20. I lavori riprenderanno giovedì mattina, probabilmente dopo la capigruppo. Fonti del governo riferiscono che, se non si dovesse trovare un'intesa, salterebbe l'intero provvedimento.

"La maggioranza M5S-Lega è allo sbando sul decreto semplificazioni. Non trovano accordo sulle trivelle, e rinviano di nuovo i lavori della Commissione. Giovedì c'è il concreto rischio che saltino i programmi di lavoro dell'aula", ha affermato il capogruppo del Pd a palazzo Madama, Andrea Marcucci.

Accordo nella notte o salta l'intero decreto - Secondo fonti del governo, si trova un accordo sulle trivelle o salta l'intero decreto semplificazioni. Secondo l'Ansa, si tratterà fino all'ultimo nella maggioranza sullo stop alle trivellazioni e l'aumento dei canoni voluto dai 5Stelle. Ma, spiegano dalla maggioranza, se non si raggiunge intesa nella notte è probabile che venga fatto decadere l'intero decreto (in scadenza il 12 febbraio). Il M5s reputa più difficile che venga stralciata dal testo la sola norma sulle trivelle. Un responso potrebbe arrivare nella riunione dei capigruppo convocata giovedì mattina al Senato.

M5s: "Sullo stop non arretriamo" - A quanto si apprende da fonti di governo del M5s, il Movimento "non arretrerà di un centimetro" sulla questione trivelle. La "difficile" trattativa con la Lega è ancora in corso, spiegano le stesse fonti. Oltre a sospendere le nuove prospezioni e ricerche di idrocarburi, i 5Stelle sono anche per rideterminare i canoni di coltivazione e stoccaggio degli idrocarburi.

Toninelli: "Dico no, stanotte la soluzione" - Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli. "Le trivelle direi proprio di no. C'è una proroga, un blocco di 18 mesi, la Lega e' d'accordo, si sta discutendo sulle nuove tariffe dei canoni. Penso che stanotte stessa troviamo una bella soluzione, come sempre si fa sintesi, accordo", ha dichiarato a "Stasera Italia" su Rete 4.

Casellati: "Più rispetto per il Senato" - Il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha fatto suo il richiamo delle opposizioni ad una "maggiore regolarità dei lavori" dopo l'ennesimo rinvio richiesto sul decreto. Il richiamo, ha detto la Casellati in Aula, viene fatto "per il rispetto che si deve all'istituzione del Senato e ai senatori tutti".

La Lega: "Non si scherza con migliaia di posti di lavoro" - "Non si scherza con migliaia di posti di lavoro", affermano fonti di governo della Lega, spiegando le ragioni del braccio di ferro sulle trivelle. Se l'emendamento al decreto semplificazioni dovesse passare così come voluto dal M5s, con lo stop alle trivelle e l'aumento dei canoni, il rischio sarebbe anche occupazionale.

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