SCELTA STORICA

Election day a Colico, referendum sulla secessione: lasciare Lecco per Sondrio

 Cittadini alle urne per decidere il cambio di provincia: tra promesse di nuovi servizi e timori di perdere opportunità consolidate

04 Mag 2026 - 11:31
 © Istockphoto

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A Colico si vota per prendere una decisione storica: non per scendere sindaco e giunta comunale, ma per scegliere il futuro amministrativo e forse anche l'identità stessa del paese. Nelle urne del 24 e 25 maggio, mentre gran parte d'Italia voterà per rinnovare i propri Comuni, qui si consuma un vero e proprio derby territoriale: restare con Lecco o cambiare casacca e guardare a Sondrio.

Un referendum che divide il paese

 Sono circa 6mila gli elettori chiamati a esprimersi su un quesito tanto semplice quanto carico di conseguenze: avviare o meno il percorso per lasciare la provincia di Lecco e approdare in quella di Sondrio. Una scelta che, aldilà della burocrazia, tocca corde profonde. Colico, con i suoi oltre 8mila abitanti, è da sempre un punto di incontro tra il lago di Como e la Valtellina. Una posizione geografica che oggi diventa anche politica: restare periferia lecchese o diventare uno dei centri più rilevanti della provincia sondriese.

Le ragioni del Sì: più peso e servizi

 Il fronte favorevole al cambiamento punta su un'idea chiara: contare di più. Secondo i promotori della scissione, Colico occupa una posizione marginale all'interno della provincia di Lecco, mentre con Sondrio acquisirebbe centralità, sia dal punto di vista amministrativo sia economico. Tra le promesse: una gestione più efficiente dei servizi, maggiore attenzione alle specificità del territorio e benefici concreti per i cittadini. Si parla di costi più contenuti per alcune utenze, migliori infrastrutture e un potenziale incremento dell'attrattività turistica. 

Il fronte del No si oppone a un "salto nel buio"

 I contrari mettono in guardia da facili entusiasmi e invitano a guardare ai risultati già ottenuti. Secondo questa visione, i servizi garantiti dalla provincia lecchese sono di alto livello e non vi sarebbero reali vantaggi economici nel cambiare. C'è anche una questione di immagine e opportunità: il legame con il brand Lake Como, riconosciuto a livello internazionale, rappresenta un valore per turismo e imprese. Senza contare le collaborazioni con centri di ricerca e università del territorio, che potrebbero venire meno. Negli ultimi anni, ricordano i sostenitori del No, sono arrivati finanziamenti importanti per infrastrutture, scuole e servizi sociali.

Un voto che vale più di una provincia

 Quando si chiuderanno le urne, il risultato dirà molto più di una preferenza geografica. Racconterà se i cittadini di Colico si sentono più legati alla continuità o al cambiamento, se credono nelle promesse di un nuovo assetto o nella solidità di quello attuale.