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Reddito di cittadinanza, caos nei centri per lʼimpiego: "Qui manca tutto"

Il provvedimento entrerà in vigore in primavera, ma tra file chilometriche e poco personale agli sportelli si rischia il collasso. Il servizio di "Stasera Italia"

Sono oltre 500 i centri per l'impiego in Italia ma la questione del reddito di cittadinanza rischia di non essere gestita correttamente: si stima che ogni addetto dovrà gestire 620 persone e a tutte queste trovare un lavoro. Una situazione particolarmente difficile al Sud, ad esempio a Bari, dove si contano solamente quattro impiegati a rispondere ad almeno trecento richieste giornaliere. Oppure a Napoli, dove un centro gestito da una dozzina di addetti deve contenere un afflusso di circa duecento persone al giorno e questo - spiegano - peggiorerà proprio nel momento in cui entrerà in vigore il redditto di cittadinanza.

Il vicepremier Di Maio ha promesso l'assunzione di diecimila "navigator", ovvero persone specializzate nel trovare lavoro ai disoccupati. "Le assumeremo subito", ha dichiaro nel servizio mandato in onda su Rete 4  da "Stasera Italia". "Faremo dei colloqui e li assumeremo con l'impegno di stabilizzarli, con un contratto che riguarda la collaborazione con l'Agenzia Nazionale per le Politiche attive del Lavoro". Un vero e proprio esercito di dipendenti pubblici, sul quale tuttavia restano i dubbi in merito alle tempistiche della loro stabilizzazione: potrebbe non avvenire in tempo per quando partirà il reddito di cittadinanza.

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