"Quando c'era lei...", Meloni: "Non ho fermato io la campagna di Renzi nelle stazioni"
Lettera della premier a "La Stampa" sulla campagna di Renzi. "C'era lei? Dopo che c'è stato lui al governo quasi nessuno lo ha più votato. Ma questa, ovviamente, è un'altra storia...".
© Ansa
La campagna del 2x1000 di Italia Viva nelle stazioni ferroviarie diventa un caso politico. Uno degli slogan scelti dal partito di Matteo Renzi, ossia "QVANDO C'ERA LEI i treni arrivavano in ritardo", ha suscitato polemiche e fatto intervenire direttamente la società che gestisce gli spazi pubblicitari nei scali ferroviari. La Grandi Stazioni Retail ha infatti chiesto a Italia Viva di modificare i contenuti della comunicazione per concedere di nuovo dell'autorizzazione, dopo che il partito di Renzi, nelle scorse ore, aveva richiesto di poterla rinnovare per altri quattro giorni, visto "il grande successo".
"Quando c'era LEI..." il caso, la richiesta di rinnovo e l'ipotesi censura
Nel partito di Renzi qualcuno aveva già messo le mani avanti: "Una campagna per il 2x1000 efficace, ironica, geniale, assolutamente non offensiva. Eppure Grandi Stazioni Retail, società esterna al gruppo Fs, impone a Italia Viva di modificarla se vuole che sia ancora trasmessa. Questa si chiama censura" aveva tuonato Raffaella Paita, capogruppo al Senato dei renziani. Poi la presa di posizione della stessa società.
Il chiarimento di Grandi Stazioni Retail
"La rimozione della singola immagine relativa ai treni, e non della campagna nel suo complesso - spiega la società - risponde alle disposizioni che prevedono che le attività pubblicitarie in stazione non siano lesive del contesto ferroviario. Grandi Stazioni Retail pertanto rigetta ogni accusa di censura, precisando che la campagna continuerà a essere trasmessa per il periodo previsto".
La premier Meloni: "non ho fermato io campagna Renzi"
Sul caso è intervenuta anche la premier stessa con una lettera aperta al quotidiano La Stampa circa la notizia su un suo diretto intervento nella vicenda.
"Sono tra le persone più criticate e contestate nella storia d'Italia. E non mi ha mai spaventato la critica di nessuno, tanto meno quella che può arrivare oggi che sono al Governo da un partito d'opposizione. Io sono stata all'opposizione per decenni e ho profondo rispetto per chi legittimamente tenta di far valere le proprie idee. Quindi, tranquillizzo tutti: la Meloni non è "furiosa", non si occupa dei manifesti nelle stazioni, non chiama Ministri e Ministeri per lamentarsi di sciocchezze di questo tipo. Sono cose che facevano altri prima di me. Io mi occupo dei problemi concreti delle persone, e continuerò a farlo".
"Non è vero - prosegue Meloni- che la campagna di Italia Viva mi ha irritato. Così come non è vero che qualcuno a Palazzo Chigi abbia chiesto spiegazioni al Mit. Anzi, devo dire che ho trovato la campagna molto efficace dal punto di vista comunicativo e l'ho detto direttamente a chi l'ha ideata, cioè Matteo Renzi. D'altronde "c'era lei" - ironizza Meloni all'indirizzo dell'ex premier Renzi - perché dopo che c'è stato lui quasi nessuno lo ha più votato. Ma questa, ovviamente, è un'altra storia...".
"La campagna di Italia Viva non dovrebbe essere toccata
"Leggo, inoltre - scrive ancora la presidente del Consiglio- che qualcuno avrebbe chiesto di modificare la campagna di Italia Viva. Non so se sia vero e non ho gli elementi per dirlo, perché mi occupo di tante cose ma grazie a Dio non degli spazi pubblicitari nelle stazioni, ma a scanso di equivoci mi permetto di suggerire a chi ha questa responsabilità che la campagna di Italia Viva non dovrebbe essere toccata e dovrebbe proseguire così com'è. Anche perché gli italiani sono molto più intelligenti e consapevoli di quanto si pensi, e sanno distinguere perfettamente tra la propaganda di partito e la realtà delle cose. E, soprattutto, ricordano bene che, quando al governo 'c'era lui' e c'era il Pd, l'Italia era in condizioni tutt'altro che rosee".
