Iran, il prezzo del petrolio continua a salire | Crosetto: "Attivati canali con Venezuela, Indonesia e Africa"
A Mattino 5, Guido Crosetto ha escluso la partecipazione dell'Italia alla guerra contro l'Iran. E ha proposto una missione Onu nello Stretto di Hormuz
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L'Italia sta tentando di attivare diversi canali, dal Venezuela ai Paesi africani fino all'Indonesia, per garantire un approvvigionamento continuo di petrolio e coprire la mancanza eventuale causata dal blocco dello Stretto di Hormuz. Lo ha anticipato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in collegamento con Mattino 5. Il governo starebbe sfruttando "le grandi aziende", come Eni, proprio per sondare il terreno. Crosetto ha comunque specificato: "Il problema è il prezzo del petrolio, non dove trovarlo".
Crosetto: "No navi italiane per operazioni di guerra, auspicabile missione Onu"
È una situazione bifronte quella che si sta stagliando all'orizzonte a causa del traffico strozzato nel Golfo. "I Paesi europei e l'Italia sono tra i meno colpiti dalla chiusura di Hormuz: il petrolio che arriva a noi dallo Stretto è circa il 5% del nostro fabbisogno ed è facilmente reperibile", ha spiegato il ministro della Difesa. "Da un'altra parte, il problema più grosso è il gas liquido che arriva dal Qatar che è circa il 20% del nostro fabbisogno". Proprio per questo, ribadendo la posizione della premier Giorgia Meloni che ha già escluso un qualsiasi intervento militare da parte dell'Italia, Crosetto ha chiosato: "L'Italia non partecipa a questa guerra, non è una guerra nostra. Non è una cosa fattibile quella di mandare delle navi, che potrebbero essere interpretate come navi che partecipano alla guerra e non a un corridoio di pace". La via da percorrere, secondo lui, sarebbe quella di un accordo internazionale che coinvolga tutte le potenze globali e che sia siglato sotto l'egida dell'Onu. Lasciando che della sicurezza dei mercantili e delle petroliere non si occupino i singoli Stati ma una missione multilaterale: "Il vantaggio sarebbe quello che i prezzi, che sono aumentati in modo vertiginoso, si sgonfierebbero". Se dovesse concretizzarsi una situazione del genere, la partecipazione dell'Italia sarebbe comunque "subordinata al voto del Parlamento".
La difesa Ue in ritardo: "Le guerre non sono più quelle di due anni fa"
Al contempo, il conflitto che infiamma in Medio Oriente e quello che non si spegne in Ucraina hanno riportato il discorso sulla difesa europea. Crosetto ha ammesso che in quel campo le cose vanno a rilento: "Occorre rendere molto più velocemente interoperabili le nostre forze armate, ma non ci sarà mai un'unica forza armata europea. La difesa è rimasta tra le poche competenze nazionali", ha detto parlando a SkyTg24. "Ciò che non ho io ce l'avrà la Francia, ciò che non ha la Francia ce l'avremo noi o la Germania, e tutti insieme, mettendo insieme le nostre capacità, riusciremo a raggiungere un livello di deterrenza e difesa che ci metterà nel novero delle grandi potenze". Soprattutto perché, ha continuato il ministro, i conflitti non sono più gli stessi: "Le guerre a cui stiamo assistendo sono diverse da quelle a cui si pensava tre, quattro, cinque, sei anni fa. I droni hanno cambiato totalmente gli scenari. Gli attacchi da cui devi difenderti sono ormai molteplici, partono da sotto il mare fino ad arrivare al cielo e ai satelliti".
