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Migranti, Salvini: "Chiuderemo strutture con sprechi e reati". Ecco quali saranno i prossimi centri

In giornata riprendono i trasferimenti dal Cara di Castelnuovo con 75 migranti in partenza. In lista per essere chiusi anche i centri di Bologna, Crotone, Bari e Borgo Mezzanone

Il ministro dell'Interno, Matteo Salvini, ha parlato delle intenzioni del Viminale rispetto ai centri richiedenti asilo. "Mi ero impegnato a chiudere le megastrutture dell'accoglienza dove ci sono sprechi e reati, come a a Bagnoli, a Castelnuovo di Porto, a Mineo. E lo stiamo facendo", ha detto il vicepremier rispondendo a una domanda in merito alla chiusura, prevista entro il 31 gennaio, del Cara di Castelnuovo di Porto (Roma).

Dal Cara lo spostamento di 75 migranti - E proprio dal Cara di Castelnuovo, che è il secondo centro più grande d'Italia, sono in programma nuovi trasferimenti in giornata: dopo lo spostamento già effettuato dei primi 30 migranti, è in programma lo spostamento di altri 75. 

Castelnuovo è solo la prima tappa - Il Viminale ha dunque pronta la lista delle prossime chiusure. L'intenzione di Salvini, infatti, è quella di procedere con lo svuotamento progressivo dei Cara (i centri di accoglienza per i richiedenti asilo) più grandi in giro per il Paese. Il trasferimento di 30 dei 535 migranti dal centro di Castelnuovo di Porto, dunque, è solo la prima tappa.

In lista Mineo, Bologna, Crotone, Bari, Borgo Mezzanone -  Secondo quanto dichiarato dal vicepremier, dopo Castelnovo toccherà a Mineo, in provincia di Catania, per cui verrà avviata la stessa procedura. E in elenco ci sono anche i centri di Bologna, Crotone, Bari, Borgo Mezzanone: strutture che ospitano, in totale, circa 6mila persone che dovranno essere trasferite. E per alcune di esse, probabilmente un migliaio, il rischio è quello di non trovare alcuna collocazione in virtù del decreto sicurezza voluto proprio da Salvini, e approvato dal Parlamento, che ha cambiato le regole dell'assistenza e dell'accoglienza dei migranti escludendo la protezione uimanitaria.

Il rischio di un esercito di "invisibili" - Come conseguenza del decreto sicurezza, infatti, gli stranieri in possesso di un permesso di soggiorno per ragioni umanitarie non rientrano più, come avveniva in precedenza, nel circuito di seconda accoglienza: dal momento in cui la domanda di asilo viene negata, lo straniero non ha più motivo di rimanere in Italia e deve essere espulso ovvero rimpatriato. Cosa che avviene con difficoltà a causa delle riluttanze di alcuni Stati nel riammettere i loro cittadini. In questo caso il rischio è che si crei una sorta di esercito di "invisibili" che restano in Italia senza alcun titolo e senza rientrare in alcun progetto di assistenza finendo in una condizione di irregolarità.

Zingaretti: "Dalla Regione 1 milione per non chiudere gli Sprar" - Arriva un contributo dalla Regione Lazio per evitare la chiusura degli Sprar, i centri di protezione per i richiedenti asilo, finiti nel mirino di Matteo Salvini. "Nella legge regionale di bilancio - afferma il governatore Nicola Zingaretti - abbiamo stanziato 1,2 milioni id euro per non farli chiudere. Un fondo che attiviamo per far ritornare l'umanità perduta nella crudele vicenda del Cara di Castelnuovo di Porto".

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