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Dl Semplificazioni, trovato un accordo tra M5s e Lega sulle trivelle | Costa: "Fatto un primo passo per lʼambiente"

La Lega conferma lʼintesa, ma ribadisce la propria contrarietà al "partito del no": "Fa male al Paese", sottolineano i parlamentari. A stretto giro arriva la replica: "Noi siamo per il sì a uno sviluppo sano"

E' stato trovato un accordo tra M5s e Lega sul tema delle trivelle. Il nuovo emendamento al decreto Semplificazioni, avallato dalla maggioranza, prevede uno stop di 18 mesi a nuove ricerche di idrocarbuti in mare e un aumento dei canoni di concessione pari a 25 volte, e non più 35 come era previsto nella prima bozza. A darne notizia è Mauro Coltorti (M5s), presidente della commissione Affari costituzionali e lavori pubblici al Senato.

Senatore Patuanelli: "Puntiamo a chiudere martedì" - Secondo quanto riferito dal presidente dei senatori M5s, Stefano Patuanelli, è escluso un decreto ad hoc "per le trivelle". Ora dopo l'intesa, spiega, "si ricomincia in commissione, poi da lunedì alle 10" il decreto andrà in Aula al Senato e "siamo fiduciosi che già martedì mattina potrà essere completato e trasmesso alla Camera".

Lega conferma accordo ma "stop ai no" - Anche la Lega conferma l'accordo sulle trivelle. Ma i parlamentari del Carroccio sottolineano che cresce l'irritazione per il "partito del no". Sul dossier trivelle, spiegano, sono stati "salvati i posti di lavoro, è stata garantiti continuità di estrazione e rinnovo delle concessioni in proroga ma - ribadiscono - la politica del no a tutto non fa bene al Paese".

M5s replica: "Noi siamo per il sì a uno sviluppo sano" - A stretto giro di posta arriva la replica del M5s: "Noi siamo quelli del sì, del sì alle fonti rinnovabili, sì al turismo e allo sviluppo economico sano di questo Paese, non siamo certamente quelli del no", sottolinea Patuanelli conversando con i cronisti a Palazzo Madama.

Conte: "Stop in attesa di un piano energetico nuovo" - Nell'attesa dell'adozione del Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee, si è convenuto di sospendere i procedimenti amministrativi relativi al conferimento di nuovi permessi di prospezione, di ricerca o di concessioni di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi, di prospezione e di ricerca in essere, mentre non vengono sospese le istanze di proroga delle concessioni di coltivazione in essere". Lo afferma il premier Giuseppe Conte riferendo l'esito del vertice di mercoledì sera nel quale si è raggiunta una posizione comune.

Costa: "Un primo passo per la tutela dell'ambiente" - Per il ministro dell'Ambiente Sergio Costa con questo decreto sarà fatto un primo passo a favore dell'ecosistema: "Io sono uomo semplice, step by step. L'importante è che abbiamo iniziato un percorso con lo stile rigoroso di tutelare l'ambiente, la moratoria è già un bel passaggio", evidenzia. Anche l'aumento dei canoni "di 25 volte non è poco, considerate che le royalties per le estrazioni in Italia" attualmente "sono le più basse d'Europa". "È un accordo interessante - conclude il ministro - perché per 18 mesi abbiamo modo di sospendere ogni trivellazione e di utilizzare questo tempo proficuamente per modificare ad esempio l'articolo 38 dello Sblocca Italia".

Mercoledì era slittata la seduta in commissione Affari costituzionali e lavori pubblici poiché mancava ancora un'intesa nella maggioranza e il titolare dell'Ambiente aveva minacciato le dimissioni ribadendo il suo "no" a trivellare l'Italia. Senza un accordo la legge avrebbe rischiato di saltare, dato che il termine per il voto finale è fissato per il 12 febbraio.

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