Decreto energia, riunione di Forza Italia: servono "impatti immediati"
Tajani e Pichetto Fratin guidano la linea del partito per un provvedimento che favorisca famiglie e imprese
© Ansa
Il decreto energia dovrà prevedere "uno sforzo massimo" e avere "impatti immediati, sia sulle famiglie sia sul sistema imprenditoriale, vessati da un prezzo delle bollette eccessivamente alto": è la linea di Forza Italia, discussa in una riunione a cui hanno partecipato il leader e vicepremier Antonio Tajani e il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Il partito azzurro sottolinea che il provvedimento deve "avere la massima efficacia" e che il tema delle bollette energetiche è di "priorità assoluta".
Lavoro tecnico
Il governo ha completato la messa a punto della bozza, con esame della premier Giorgia Meloni, dei vice Tajani e Salvini e del leader di Noi moderati Maurizio Lupi, in vista dell’approdo al Consiglio dei ministri di mercoledì 18 febbraio. Alcuni dettagli tecnici, soprattutto sull’articolo tre relativo alla contrattazione di lungo termine dell’energia elettrica da fonti rinnovabili, sono ancora in fase di revisione, con interlocuzioni in corso anche con rappresentanti delle regioni.
Revisione del sistema Ue
Forza Italia preme per accelerare in sede europea la revisione del sistema Ets (Emission Trading System è il principale meccanismo dell'Unione Europea per ridurre le emissioni di gas serra), definito "molto penalizzante", pur consapevole che Bruxelles potrebbe porre un veto. Il nodo riguarda i costi per le aziende che emettono CO2 e le centrali termoelettriche, che verrebbero trasferiti nelle bollette elettriche dei consumatori. L’ipotesi è che il gas costando meno alle centrali possa contribuire ad abbassare il prezzo dell’elettricità.
Imprese in allerta
Le associazioni imprenditoriali hanno avanzato diverse osservazioni. Confartigianato segnala che l’allungamento dei tempi di pagamento degli oneri fino a dieci anni "riduce il costo annuale della bolletta ma ne aumenta l’impatto reale complessivo sui consumatori, pari, sembrerebbe, a dieci miliardi". Confcommercio chiede una misura specifica per le micro e medio-piccole imprese, ancora penalizzate dagli oneri di sistema. Coldiretti sottolinea l’importanza di tutelare il biogas agricolo per garantire sicurezza energetica e sostenibilità degli impianti, mentre Confagricoltura avverte che "biogas elettrico e biomasse rischiano di non poter proseguire l’attività" e chiede di rivedere il plafond dei Prezzi minimi garantiti.
Critiche opposizione
Non mancano le critiche dell’opposizione. Per il capogruppo M5s al Senato Stefano Patuanelli il decreto "è un’operazione cosmetica: si abbassa artificialmente il costo oggi e si presenta il conto domani, con interessi".
