VIA LIBERA ALLA RISOLUZIONE

Clausola Ue, Giorgetti: "Chiederemo lo 0,6% per l'energia e lo 0,9% per la difesa" | Ok del Senato al testo di maggioranza

L'ok europeo è previsto nella riunione dell'Ecofin di ottobre, poi il ricorso allo scostamento di bilancio. Il ministro dell'Economia: "Su convenienza del Safe non c'è una verità assoluta, verrà valutato"

05 Ago 2026 - 18:59
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Dopo il via libera della Camera dei deputati, anche il Senato ha approvato la risoluzione di maggioranza sulle comunicazioni del ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti sulla richiesta di attivazione delle clausole di salvaguardia. All'aula di Palazzo Madama, i "sì" sono stati 98, 60 contrari e 2 astensioni.

La nuova versione del testo

 Il documento è stato corretto in mattinata in un paragrafo - su richiesta della Lega - modificando il riferimento al ricorso al fondo Safe e la destinazione d'uso. Nella nuova versione del testo, citando il Safe, è stata aggiunta l'espressione: "Ove ritenute complessivamente vantaggiose" le diverse condizioni di finanziamento, a differenza di quanto scritto nella prima versione che si limitava a chiedere al governo di "valutare il ricorso alle migliori condizioni di finanziamento quali quelle di cui al programma Safe". E sull'uso dei fondi si è aggiunto che debba essere "in via prevalente" per "sistemi tecnologici difensivi e di sicurezza nazionale".

Il voto a Montecitorio

 Nelle ore precedenti, era arrivato l'ok della Camera dei deputati sulla richiesta di attivazione delle clausole di salvaguardia. A Montecitorio, 181 parlamentari hanno votato a favore, 126 i contrari, 12 gli astenuti. "Noi sicuramente chiederemo tutto il massimo" consentito per "la sicurezza energetica, cioè lo 0,3% più 0,3%, uguale 0,6%. Sulla parte difesa invece non prenderemo il massimo e ci fermeremo a 0,9%", ha detto il ministro prima del voto.

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Il ministro Giorgetti ha ricordato che la clausola originaria prevedeva l'1,5% annuo per la difesa e che la novità consiste nella possibilità di destinare fino allo 0,6% di quella quota alla sicurezza energetica.

I tempi

 Secondo Giorgetti, la Commissione europea valuterà la richiesta italiana nel mese di settembre e potrà raccomandarne l'approvazione al Consiglio, che dovrebbe formalizzare il via libera nella riunione dell'Ecofin di ottobre. A quel punto il governo procederà al ricorso alla procedura prevista dalla legge per definire il cosiddetto scostamento di bilancio, indicando l'entità delle clausole utilizzate e la destinazione delle relative risorse.

Le regole Ue

 Sull'ipotesi di includere spese già sostenute al 28 febbraio, Giorgetti ha precisato che si tratta di una possibilità prevista dalla decisione della Commissione europea. "Non è una decisione nostra e dovremo muoverci all'interno delle prescrizioni della Commissione", ha sottolineato il ministro, aggiungendo che Bruxelles ha riconosciuto l'eccezione per l'energia limitandola però a specifiche fattispecie.

I vincoli di finanza pubblica

 Giorgetti ha sottolineato che il piano dovrà essere definito tenendo conto dei vincoli di finanza pubblica e dell'evoluzione della procedura per deficit eccessivo. Il ministro ha spiegato che, se la procedura non dovesse essere chiusa in anticipo, un deficit superiore al 3% negli anni successivi comporterebbe la permanenza dell'Italia nella procedura europea, anche nel caso in cui lo sforamento fosse dovuto esclusivamente a spese ammissibili nell'ambito della clausola di salvaguardia nazionale.

Giorgetti: "Sul Safe non esiste una verità assoluta"

 Giorgetti, parlando al Senato durante le comunicazioni sulla clausola, ha sottolineato che sul Safe "non esiste la verità assoluta rispetto alla convenienza in termini economico-finanziari. Ad oggi l'interesse è vantaggioso rispetto a quello di un titolo di Stato, peccato che la struttura sia leggermente diversa e non paragonabile a nessun titolo di Stato. Per cui la fonte di finanziamento Safe verrà valutata come chiede la risoluzione di maggioranza rispetto alla convenienza complessiva". Un dato certo, ha ribadito, è che "Safe ha generato anche dei progetti in comune con altri Paesi e di questo noi non possiamo ignorare l'esistenza".

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