LA NOMINA

Giuseppe Tango è il nuovo presidente dell'Anm | Il ministro Nordio: "Troveremo elementi di concordia"

Tra i nomi più "quotati", succede a Cesare Parodi, dimessosi a ridosso della vittoria del No al referendum sulla giustizia "per motivi personali"

29 Mar 2026 - 12:32
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L'Associazione nazionale magistrati (Anm) ha un nuovo presidente: si tratta di Giuseppe Tango, 43 anni, giudice del lavoro a Palermo. Succede a Cesare Parodi, dimessosi dal proprio incarico a ridosso dell'esito del referendum sulla giustizia. "Mi dimetto per gravi motivi personali", aveva detto Parodi che, stando a quanto spiegato, aveva maturato tale scelta da circa un mese. Il guardasigilli Carlo Nordio ha così commentato la nomina: "Auguro al presidente Tango un buon lavoro e un fruttuoso rapporto con noi. Sono certo che, dopo questo momento di contrapposizione, riusciremo a trovare gli elementi di concordia per una giustizia più efficiente e più moderna. Rinnovo anche il mio cordiale saluto al presidente e amico Cesare Parodi".

L'elezione per acclamazione

 Eletto con 31 voti a favore e un astenuto dal Comitato direttivo centrale dell’Associazione dove oggi Parodi ha formalizzato le proprie dimissioni, Giuseppe Tango è esponente di Magistratura Indipendente ed è stato il magistrato il più votato alle ultime elezioni per il nuovo comitato direttivo dell'Anm, nel gennaio 2025. Ha fatto parte della Giunta esecutiva centrale guidata da Cesare Parodi che appartiene alla sua stessa corrente e del quale, oggi, diventa il successore. In passato Tango ha ricoperto il ruolo di presidente della Giunta sezionale dell'Anm di Palermo.

Tango: "Recuperare dialogo con la politica"

 "Da domani (29 marzo) ci metteremo tutti al lavoro insieme agli altri attori della giurisdizione per proporre soluzioni che possano davvero migliorare la giustizia, riannodando, se fosse possibile, i nodi di un autentico dialogo con l'interlocutore politico". Queste le prime parole del neo presidente dell'Associazione nazionale magistrati, Giuseppe Tango che ha ringraziato il suo predecessore, Cesare Parodi "per la sua instancabile opera, per il modo e il tatto umano con cui ha condotto l'Anm in una fase di acque assai tempestose".

"Non è nè sarà mai partito politico"

  "L'Anm non è e non sarà mai un partito politico - ha aggiunto Tango. L'Anm entra nel dibattito pubblico soltanto per dare il suo contributo di carattere tecnico per cercare di migliorare il sistema giustizia e quindi non ci fate far altro. Questo è il compito che ci siamo assegnati, questo è lo scopo statutario e a questo noi ci atterremo. Respingiamo al mittente chi sostiene il contrario".

Parodi: "Dopo vittoria del 'No' al referendum serve rinnovamento"

 "La vittoria al referendum, giunta dai cittadini, è una delega forte ma non in bianco. Non è un certificato che tutto funziona bene nella magistratura. La fiducia che ci è stata concessa dobbiamo meritarla. La magistratura non gode più di una fiducia automatica. Il cambiamento arriverà e la credibilità dipende dal comportamento che sapremo assumere come singoli e come associazione. La credibilità si misura sulla trasparenza e sulla coerenza. Servono segnali concreti e distanza chiara dall'opacità e contro i personalissimi". Così il presidente uscente dell'Anm, Cesare Parodi che resterà nel Comitato direttivo centrale.

Giudice Ceccarelli lascia il direttivo dell'Anm

 La giudice Natalia Ceccarelli si è dimessa dal direttivo dell'Anm. Durante la campagna referendaria il magistrato si era speso a favore del Sì alla riforma. "È diventata per me intollerabile la permanenza a una associazione che ha smarrito il senso della sua finalità rappresentativa - ha detto la giudice al Comitato direttivo centrale dell'Anm -. Il danno di immagine prodotto da questa campagna referendaria è ormai irreversibile". Per Ceccarelli "nessun cittadino si sentirà più garantito nelle aule di giustizia al cospetto di individui che amministrano la legge in nome del popolo italiano dopo aver assistito alle scene di giubilo di alcuni magistrati, con balli e cori da stadio intonati contro il massimo esponente di un ampio potere dello Stato".