La Mercedes “Ali di gabbiano” che ispirò Warhol
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Quando il fuoco della passione si spegne, restano i ricordi, vividi o sbiaditi, del bel tempo che fu. Nel 1998, quando la Ford Focus entrò sui mercati europei, fu come lʼingresso in scena di Don Giovanni: rubò i cuori di tanti automobilisti, come mai era riuscito alla Escort (il modello che fu sostituito) nel segmento C. Quanto ne soffrirono la Golf, lʼAstra, la Megane!
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Ma il tempo passa e dopo unʼintera generazione storica (25 anni) Ford ha deciso che la produzione della Focus a Saarlouis terminerà nel 2025 e non ci saranno eredi. “Ogni scarpa diventa scarpone…”, recita un vecchio adagio, e la priorità del gruppo americano oggi è riconfigurare daccapo la sua gamma in Europa, puntando tutto su modelli nativi elettrici. Insomma, per quella vettura che nel 1999 fu eletta “Auto dellʼAnno” e che Ford ha venduto in 16,5 milioni di unità nel mondo, non cʼè più spazio né riconoscenza. Scemata la passione, Ford spegne il…Focus!
I Leoni ucraini a difesa del Toro italiano ‒ È uno dei big nella produzione di cavi elettrici e sistemi di cablaggio per autoveicoli, la Leoni AG è unʼazienda tedesca ma radicata ovunque, anche in Ucraina. Qui lavora per il gruppo Volkswagen, con tutte le difficoltà che la guerra ha creato, ma grazie a una task force di emergenza creata ad hoc per garantire la continuità delle forniture, la Leoni non ha ceduto un metro del suo campo di caccia. A beneficiarne è anche Lamborghini, che fa parte di Volkswagen-Audi ed è in stretto contatto con il suo fornitore ucraino, che produce cablaggi per il modello Huracán nella parte ovest del Paese.
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“Gli operatori di Leoni sono sottoposti ad enormi sacrifici per mantenere viva la produzione ‒ ha dichiarato Silvano Michieli, Chief Procurement Officer Lamborghini ‒ e con questa anche la capacità produttiva del loro Paese. Alternano l’attività ai momenti di coprifuoco, in cui sono costretti a rifugiarsi all’interno dei sotterranei dello stabilimento produttivo. Il coraggio che dimostrano, l’attaccamento al lavoro e l’amore per il loro paese sono eroici e Lamborghini ne è profondamente riconoscente”. E che lʼOrso russo torni in letargo.
Lʼauto? Unʼicona pop ‒ Dobbiamo essere grati al Museo Mercedes di Stoccarda per aver esposto, la scorsa settimana, unʼopera della Serie “Cars” di Andy Warhol insieme alla Mercedes-Benz 300 SL Coupé “Gullwing”, la leggendaria “Ali di gabbiano”. È la prima volta insieme e, come tante serigrafie dellʼartista newyorkese, è diventata unʼicona pop del ʼ900. La serie “Cars” comprende anche altre auto, ma la “Gullwing” è stata la prima ad aver suscitato lʼimmaginazione dellʼartista. Lʼesemplare di Mercedes-Benz 300 SL è invece il prototipo che arriva dalla collezione Brabus a Bottrop, dotato di certificazione del fatto che sia proprio questo il modello che ha ispirato Warhol nel creare la serie “Cars”. Varrà una fortuna! Altro che “povero gabbiano”.
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