Il gioco di parole è costato caro a una birra artigianale bretone e si è trasformato in un caso internazionale, con una protagonista d'eccezione: Yoko Ono, determinata a difendere l'eredità commerciale e simbolica del nome Lennon. La vicenda nasce in Bretagna, nel cuore del Finistère, dove la Brasserie de l’Imprimerie di Bannalec produceva da circa cinque anni la John Lemon, una birra artigianale stagionale al gusto di limone e zenzero. Per il titolare Aurélien Picard era solo un omaggio fonetico, ma quella leggerezza si è scontrata con una realtà ben più strutturata: il nome John Lennon è un marchio registrato dal 2016, con una tutela estesa e attentamente sorvegliata.
La diffida legale è arrivata senza ambiguità. Non solo il nome evocava chiaramente il celebre musicista, ma l'etichetta includeva una caricatura e richiami visivi inequivocabili. In termini giuridici, la buona fede o l'intento parodico contano poco quando esiste il rischio concreto di associare un prodotto commerciale a un marchio protetto. E così il piccolo birrificio si è trovato improvvisamente davanti a una scelta drastica: fermarsi o affrontare una battaglia legale potenzialmente devastante? Secondo alcune ricostruzioni, la richiesta di risarcimento avrebbe potuto sfiorare i 100mila euro, accompagnata da penalità giornaliere fino a mille euro. Una pressione insostenibile per una realtà artigianale con pochi dipendenti. La decisione è stata inevitabile: accettare un accordo.
Il paradosso inatteso
Il compromesso raggiunto ha evitato il peggio. Niente distruzione immediata delle bottiglie, ma una scadenza precisa: le circa 5mila unità già prodotte potranno essere vendute entro il 1º luglio 2026. Dopo quella data, la John Lemon dovrà scomparire definitivamente dal mercato, nome e immagine inclusi. Inaspettatamente, la diffida, pensata per cancellare il prodotto, ha avuto l'effetto opposto: la notizia ha fatto il giro dei media, attirando curiosi, appassionati e collezionisti. Le vendite sono esplose nel giro di pochi giorni, trasformando la birra incriminata in un oggetto quasi cult. Da prodotto di nicchia a fenomeno improvviso, grazie a una pubblicità tanto involontaria quanto potente.
Il precedente
Non è la prima volta che accade. Già nel 2017 una bevanda polacca con lo stesso nome era stata costretta a cambiare identità, diventando On Lemon dopo un’azione legale analoga. Segno che il controllo sull'eredità del nome Lennon resta sistematico, anche quando si tratta di giochi di parole apparentemente innocui.
