Speciale Il conflitto in Medioriente
L'IA irrompe nel Mar Rosso

Yemen, gli Houthi hanno tentato di usare Claude per sviluppare software per missili

Il modello di Anthropic sarebbe stato impiegato per sistemi di guida e controllo, ma l'azienda ha bloccato gli account coinvolti

13 Set 2026 - 11:32
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 © Afp

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Usare l'intelligenza artificiale per lo sviluppo militare. È quello che, secondo il Financial Times, avrebbe tentato di fare una cellula degli Houthi, attiva nel nord dello Yemen. Il gruppo avrebbe cercato di utilizzare Claude, il modello della statunitense Anthropic, per realizzare software destinati a programmi missilistici attraverso Claude Code. In un rapporto l'azienda descrive tre progetti: un razzo guidato, un missile balistico con una gittata dichiarata superiore ai due mila chilometri e una variante ipersonica. Gli strumenti sarebbero serviti per sviluppare sistemi di guida, navigazione e controllo. Anthropic ha bloccato gli account, mentre non risultano prove che gli Houthi siano riusciti a mettere in campo un'arma operativa.

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I programmi militari e i test

 Nel rapporto di Anthropic si legge inoltre che un razzo è stato sottoposto anche a un test sul campo, che sarebbe apparentemente fallito. Non ci sono però elementi che dimostrino che la cellula sia arrivata a disporre di un'arma operativa. Il documento di Anthropic, inoltre, non identifica direttamente gli utilizzatori come membri di Ansar Allah: l'attribuzione agli Houthi è contenuta nella ricostruzione del Financial Times. Le attività descritte dall'azienda sono state interrotte entro agosto, prima dell'attuale offensiva militare del movimento. Non è quindi chiaro se esista un legame tra l'utilizzo dell'intelligenza artificiale e le operazioni militari più recenti.

La nuova offensiva sul Mar Rosso

 Nel frattempo, il conflitto in Yemen continua. Ansar Allah, ovvero gli Houthi, ha conquistato Mokha, porto sulla costa sud-occidentale del Paese, e ha esteso la propria presenza verso Mayun, conosciuta anche come Perim, nell'area di Bab al Mandeb. Lo stretto, che separa lo Yemen dal Corno d'Africa e mette in comunicazione il Mar Rosso con il Golfo di Aden, rappresenta un passaggio decisivo per le rotte dirette verso il canale di Suez. Il portavoce Yahya Saree ha rivendicato un attacco con missili e droni contro una base a Sharurah, nel sud dell'Arabia Saudita.

Una questione che va oltre il campo di battaglia

 Nel testo "We Must Pace the Frontier", il capo di Anthropic, Dario Amodei, sostiene la necessità di rallentare l'aumento delle capacità dei modelli per permettere alle misure di sicurezza di tenere il passo. Tra i pericoli indicati da Amodei figurano gli attacchi informatici, il bioterrorismo e la possibilità di perdere il controllo sui sistemi. E questa ultima situazione ne è, appunto, un esempio concreto.

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