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Usa-Venezuela, le tappe dell'escalation

Dall'insediamento di Donald Trump nel gennaio 2025, la tensione tra i due Paesi è aumentata notevolmente

03 Gen 2026 - 17:44

Dall'insediamento di Donald Trump nel gennaio 2025, la tensione tra Usa e Venezuela è aumentata notevolmente. Ecco le tappe e i perché dell'escalation.

Le tappe

 Con Trump è tornata la strategia della "massima pressione". Washington ha immediatamente revocato le licenze petrolifere, isolando economicamente il regime di Nicolás Maduro. In particolare, nel corso del 2025, la pressione si è spostata sul piano militare. In nome della lotta al narcotraffico, gli Stati Uniti hanno schierato nei Caraibi un'imponente task force navale, inclusa la portaerei Gerald Ford, e oltre 15mila soldati. Tra settembre e novembre si sono verificati i primi scontri cinetici, con attacchi mirati della Marina Usa contro imbarcazioni venezuelane sospette, spingendo Caracas a dichiarare lo stato di emergenza nazionale.

La situazione è precipitata nel dicembre 2025 con un ultimatum telefonico di Trump a Maduro, la chiusura unilaterale dello spazio aereo da parte degli Usa e il posizionamento tattico di forze speciali nelle basi vicine al Venezuela.

I perché

 In realtà, quello del narcotraffico potrebbe essere (quasi) un pretesto. Avevamo già parlato dei veri obiettivi strategici dell'amministrazione Trump: contrastare la penetrazione di Cina e Russia in un Paese affacciato su un mare comune; riagganciare al dollaro parte del mercato del petrolio globale, finito sotto lo yuan renminbi cinese; aumentare la pressione sul regime di Nicolas Maduro, preparando il terreno a un cambio di regime che introduca un governo più remissivo.

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