Venezuela, la scheda del Paese
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Dalla ricchezza petrolifera alla crisi economico-politica: le tappe che hanno portato il Venezuela alla situazione odierna e allo scontro con gli Usa
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L'operazione statunitense con la conseguente caduta del governo di Nicolas Maduro è l'ultima pagina della storia di un Paese che, negli ultimi anni, sta attraversando una profonda crisi economica, sociale e politica caratterizzata una forte inflazione, scarsità di beni essenziali e una emigrazione di massa. Ma la storia della Repubblica Bolivariana del Venezuela non è stata sempre così travagliata, anzi un tempo era lo Stato più ricco del Sudamerica.
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Il Venezuela si proclama indipendente dalla Spagna nel luglio del 1811, ma la Prima Repubblica viene subito rovesciata dalla reazione spagnola. Inizia così una guerra d'indipendenza che, grazie a figure come Simon Bolivar, termina dieci anni dopo con la definitiva liberazione del paese dalle forze occupanti.
La scoperta del petrolio a inizio Novecento ha cambiato destino del Venezuela. Il Paese è diventato in poco tempo uno dei maggiori produttori mondiali di greggio, con l'economia che è diventata così fortemente dipendente dal prezzo del petrolio e ben poco diversificata. Nel 1971 il Venezuela era il paese più ricco del Sudamerica e la sua economia era considerata una gemma nel panorama di quelle emergenti.
Con l'ascesa al potere di Hugo Chavez nel 1999 il Venezuela intraprende la "rivoluzione bolivariana", basata su politiche sociali finanziate dai proventi del petrolio e con una forte opposizione degli Stati Uniti. Dopo la morte di Chavez, nel 2013, il suo successore Nicolas Maduro si è trovato ad affrontare il crollo dell'economia, data dalla discesa del prezzo del petrolio, e un forte dissenso interno.
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Nel 2015, durante la presidenza Obama, gli Usa hanno accusato il governo venezuelano di gravi violazioni democratiche e dei diritti umani, imponendo sanzioni economiche e sostenendo politicamente l'opposizione. Dall'altra parte, il governo di Caracas ha percepito queste violazioni come un attacco economico e politico volto a peggiorare le condizioni di vita della popolazione.
La capitale del Venezuela è Caracas, che ospita quasi 6 milioni di persone ed è il principale centro politico, economico del Paese, ma riflette anche la forte disuguaglianza sociale presente. La valuta è il Bolivar venezuelano, il cui valore è praticamente azzerato a causa dell'iperinflazione e, dunque, il fenomeno di "dollarizzazione" si è fatto sempre più forte e ora molti esercizi commerciali preferiscono la moneta americana. Inoltre, dal 2018 il governo Maduro ha messo in circolazione anche il Petro, una criptovaluta approvata per cercare di aggirare, senza successo, le sanzioni finanziarie.