L'assurdo caso

Usa, si spaccia per supplente e insulta gli studenti: "L'ho fatto per noia, odio i bambini"

Incredibile vicenda a Milwaukee: la 23enne ha rivolto ai giovani insulti di ogni genere e ha chiesto loro se avessero droga perché "la lezione era noiosa"

08 Ott 2026 - 10:12
 © Tgcom24

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Si è spacciata per insegnante supplente e, dalla cattedra della sua classe, ha volontariamente creato caos e insultato gli studenti. Il tutto "perché odia i bambini". È stata arrestata con l'accusa di usurpazione di funzione pubblica, e con cinque capi d'accusa per aver esposto un minore a contenuti dannosi, la 23enne Amy Jones. Interrogata, ha spiegato alle autorità di aver organizzato la messinscena perché "si annoiava". E perché, appunto, "odia i bambini".

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L'ingresso nella scuola e il registro dei supplenti

 La storia arriva direttamente da Milwaukee, nel Wisconsin. In particolare dalla Rufus King International High School, dove la stessa Amy Jones aveva studiato. La 23enne per una settimana ha compiuto sopralluoghi su sopralluoghi poi è riuscita a entrare eludendo la sicurezza e si è mischiata agli studenti adolescenti. La sua "fortuna" è arrivata dal registro scolastico, dato che otto insegnanti erano assenti e solo sette supplenti su otto si erano registrati. La giovane donna si è dunque facilmente potuta fingere l'ottava e si è diretta verso un'aula, all'interno di cui si trovava già un altro insegnante.

Gli insulti razzisti e la musica a massimo volume

 Circa venti minuti dopo, quando l'altro professore è uscito dalla classe, la 23enne avrebbe messo in atto il suo progetto. Inizialmente avrebbe diviso gli studenti in base alla razza e al genere, apostrofandoli con diversi epiteti razzisti e denigratori e usando un linguaggio esplicito e sessuale. Nel frattempo, collegandosi al pc a disposizione nell'aula, avrebbe riprodotto al massimo volume qualche brano di musica rap. Si sarebbe anche vantata di "non avere problemi ad andare in prigione".

"Avete marijuana? La lezione è noiosa"

 Secondo il racconto di un 16enne, presente nella classe, Amy Jones avrebbe chiamato uno studente "ragazzo grasso" e avrebbe insultato due alunni dicendo che "erano i tipi da scatenare sparatorie nelle scuole". Come se non fosse abbastanza, la 23enne - secondo quanto riferito da Fox6 News Milwaukee, avrebbe chiesto se qualcuno dei ragazzini in classe avesse una sigaretta elettronica o della marijuana, dato che la lezione era "noiosa e fastidiosa". 

Cosa rischia Amy Jones

 Arrestata poco dopo dalle autorità, Amy Jones ha spiegato di essersi comportata in questo modo per noia e per "divertirsi un po'". Secondo un'indagine interna della scuola, la 23enne sarebbe riuscita a evitare la verifica dell'identità e dell'idoneità per i supplenti perché conosceva il personale della sua ex scuola. Il 20 ottobre si terrà la prima udienza preliminare: Amy Jones rischia fino a 21 anni di carcere. Secondo i suoi legali, però, soffrirebbe di disturbo bipolare e il giorno del presunto incidente avrebbe avuto problemi con i farmaci.

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