"Ero malaticcio ma felice": Leonardo Pieraccioni ritrova il libretto delle medie al mercatino delle pulci (e si commuove)
Il cimelio risalente all'anno scolastico 1976/1977 è stato riacquistato da un amico a Subbiano: il commovente post amarcord dell'attore fiorentino
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È un reperto storico quello che è capitato per puro caso tra le mani di Leonardo Pieraccioni. Non nel senso archeologico ma personale. A distanza di decenni, infatti, il regista e attore ha ritrovato il suo libretto di giustificazioni delle medie alla scuola media "Giosuè Carducci" di Firenze. Una scoperta resa possibile grazie a un amico che ha permesso a Pieraccioni di ritornare al sé bambino malaticcio, che tra le cure della madre e il calduccio di una coperta ad abbracciarlo, di certo non poteva lamentarsi: "Fuori poteva succedere di tutto, io lì ero felice".
Il ritrovamento miracoloso dell'amico
A raccontare il ritrovamento è stato lo stesso attore con un post su Instagram: "Già a 20 anni avevo sviluppato una predisposizione naturale, romantica e patologica per la nostalgia. Pensate dunque che colpo adesso aver ritrovato grazie a un amico, che lo ha comprato in un mercatino delle pulci, un mio vecchio libretto di giustificazioni delle medie", ha scritto. "Lo ha ritrovato a Subbiano (poco sopra Arezzo, ndr) e come ci sia arrivato è un mistero. L’ho annusato e mi sono convinto di aver sentito l’odore di quando malato rimanevo a letto".
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Due giustificazioni di assenze fotografate dallo stesso Pieraccioni
I ricordi che si susseguono: "Stavo male fisicamente, ma stavo benissimo"
Datato anno scolastico 1976/1977, il libretto del comico fiorentino è un vero pezzo di storia. La sua storia. "Mi mettevano la televisione piccola di cucina in camera, la prolunga del cavo tv, guardavo lo stesso canale in bianco e nero per ore perché mi faceva fatica alzarmi per cambiare canale, un unguento sul petto, il termometro a mercurio, la mi’ mamma che ogni mezz’ora chiedeva “Come ti senti?” “Bale” dicevo io con febbre e raffreddore". È quasi un flusso di coscienza, anzi di memoria, travolgente quello che investe il comico. "Sì bale fisicamente, ma a 11 anni senza andare a scuola, nel letto caldo con la televisione di cucina e la minestrina calda col formaggino stavo benissimo, protetto, in una bolla. Fuori poteva succedere di tutto, io li ero felice".
