IL CASO DELL'INGLESE Wendy Duffy

E' sana ma vuole il suicidio assistito: sceglie di morire in Svizzera dopo la perdita del figlio

La donna: "Vorrei che questa possibilità esistesse anche in Inghilterra"

24 Apr 2026 - 09:12
 © Dal Web

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Ha perso il suo unico figlio, quattro anni fa, e da allora non prova "più alcuna gioia" e "nessun desiderio di continuare a vivere". Un dolore troppo grande quello di Wendy Duffy, 56 anni britannica che, schiacciata da questo peso insostenibile, ha scelto di porre fine alla sua vita con il suicidio assistito, appoggiandosi a una clinica in Svizzera. 

Wendy Duffy ottiene il suicidio assistito senza malattie

  Fisicamente sana, ex operatrice sociosanitaria delle West Midlands, la donna ha ottenuto l'approvazione della clinica elvetica, a cui ha versato 10mila sterline e in queste ore si prepara per i suoi ultimi momenti. 

La morte del figlio Marcus

  "La mia vita, la mia scelta. Vorrei che questa possibilità esistesse nel Regno Unito", ha dichiarato al Daily Mail, sottolineando che l'eutanasia non è legale nel suo Paese. Il figlio della donna, Marcus, nel 2022 era morto all'età di 23 anni dopo essere rimasto soffocato mentre mangiava un pomodoro. "Potrei gettarmi da un cavalcavia o da un palazzo, ma questo lascerebbe chiunque mi trovasse a fare i conti con quella scena per il resto della vita", ha detto Duffy, che già in precedenza aveva tentato il suicidio rischiando di diventare invalida.

Un dolore insopportabile

 La sua famiglia - quattro sorelle e due fratelli - è stata informata della decisione presa di fronte all'impossibilità di continuare a vivere in una condizione psicologica che la donna ritiene insopportabile.

Il dibattito sul fine vita

  Il caso di Duffy ha turbato l'opinione pubblica inglese e alimentato ulteriormente il dibattito sul fine vita. La proposta di legge in discussione in Parlamento - che comunque permetterebbe il fine vita solo per i "malati terminali" adulti in Inghilterra e Galles - si è arenata fra le polemiche per l'ostruzionismo dei membri della Camera dei Lord nonostante il via libera della Camera dei Comuni.

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