"WAR BOOK"

"Fare scorte di cibo e acqua", così la Gran Bretagna si prepara a un possibile attacco russo

Il governo britannico ha preparato una sorta di vademecum per far sì che le famiglie britanniche siano pronte ad affrontare un possibile attacco proveniente da un Paese ostile a Londra

27 Ago 2026 - 13:09
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Fare scorte di alimenti non facilmente deperibili - come il cibo in scatola - e di acqua. Leggendo queste parole viene subito alla mente quanto fatto da centinaia di migliaia di cittadini nel mondo durante i primi mesi del 2020 quando l'intera umanità si era trovata a fronteggiare un nemico invisibile: il Coronavirus. In Gran Bretagna, oggi, lo scenario potrebbe ripetersi. Il motivo? Non una nuova pandemia ma bensì un'indicazione da seguire in caso di attacco russo. Accumulare acqua e cibo in scatola è infatti una delle raccomandazioni al centro di una nuova campagna pensata dal governo britannico per aumentare la resistenza del Paese in caso di emergenza nazionale e, quindi, anche nel caso di attacchi provenienti da Paesi ostili.

L'obiettivo del piano britannico

 Secondo quanto ricostruito dal Guardian l'obiettivo ultimo della campagna è quello di spingere le persone a essere pronte ad affrontare ondate di calore - questo è lo scenario "positivo" - o attacchi da parte di Paesi ostili. Quest'ultimo, si evince, rappresenta lo scenario più negativo del caso. I piani del governo di Londra sono stati resi noti dal Financial Times secondo cui la Gran Bretagna avrebbe l'obiettivo di sincerarsi che le famiglie abbiano a disposizione scorte a sufficienza e, soprattutto, sappiano come comportarsi in caso di crisi. Questo permetterebbe ai sistemi di emergenza di dedicare le risorse alle persone più vulnerabili. 

Le minacce

 Secondo quanto spiegato dal Guardian i preparativi a scenari come quelli sopracitati sono aumentati notevolmente nell'ultimo periodo. La crescita è dovuta a diversi incidenti verificatisi sia in Gran Bretagna che nel resto del mondo e i piani del governo inglese, come reso noto dal Financial Times, comprenderebbero anche i preparativi militari necessari nel caso un Paese ostile decidesse di attaccare Londra. Louise Haigh, la prima Segretaria di Stato - la vice di Andy Burnham - è alla guida del coordinamento di questa sorta di vademecum ribattezzato come "war book". 

Il timore di un attacco russo e la tensione Londra/Mosca

 I timori derivanti da un possibile attacco da parte del Cremlino non sono nuovi a Londra. Al giugno scorso risalgono le affermazioni del predecessore di Andy Burnham, Keir Starmer, che aveva detto che nel giro di quattro anni la Russia "potrebbe attaccare la Nato". L'ex premier laburista aveva accreditato la scadenza del 2030 a valutazioni "dei nostri servizi d'intelligence e di quelli di altri Paesi alleati". La tensione tra i due Paesi, del resto, è molto alta. In occasione della visita in Ucraina di Andy Burnham risalente a qualche giorno fa, il primo ministro ha affermato che "da 30 anni la Russia cerca di mettere fine alla vostra indipendenza ma ha fallito, le sue azioni l'hanno rafforzata. Siete una democrazia viva con un brillante futuro davanti, il Regno Unito ha tenuto viva la fiamma della libertà del XX secolo, voi lo avete fatto nel XXI. Sono determinato con i Volenterosi a darvi l'aiuto che serve, non solo per la difesa aerea ma anche per distruggere i missili russi prima che partano". 

I missili a lungo raggio britannici all'Ucraina e la risposta di Mosca

 Burnham ha inoltre formalizzato a Kiev l'autorizzazione a fornire i progetti riservati del missile a lungo raggio Storm Shadow. In questo modo Londra permetterà a Ucraina e Francia di avviare linee di assemblaggio del missile in territorio ucraino da impiegare successivamente contro la Russia. Poche ore prima dell'annuncio Dmitry Peskov, il portavoce del Cremlino, aveva commentato quella che era ancora un'intenzione per Londra affermando che "la Gran Bretagna partecipa a questa guerra a fianco del regime di Kiev, alimenta sistematicamente e regolarmente il conflitto", dunque le forze armate russe "stanno svolgendo il lavoro necessario, ottenendo i dati necessari per individuare i luoghi di produzione di tali missili e di altre attrezzature militari, e stanno adottando misure per distruggere gli obiettivi corrispondenti". 

La risposta semi-militare

 Un ex vice ministro degli esteri russo ha instillato il dubbio di una risposta semi-militare russa nei confronti di Londra. Si tratterebbe di azioni di sabotaggio contro le fabbriche di droni inglesi commesse da "gruppi sconosciuti" in risposta alla crescita del sostegno militare inglese nei confronti dell'Ucraina. Sostegno militare cresciuto, appunto, dopo il via libera di Londra alla produzione di missili a lungo raggio Storm Shadow. 

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