il caso europeo

Tatuaggi visibili e uniformi, per l'Avvocata della Corte di Giustizia Ue la norma italiana discrimina le donne

Nel mirino la norma che vieta i tatuaggi visibili in polizia e obbliga ad indossare un'uniforme specifica in base al genere nella politica di assunzione per l'accesso alle forze di polizia italiane

03 Set 2026 - 11:27
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 © -afp

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Il divieto di avere tatuaggi visibili per chi vuole entrare nelle forze di polizia è una discriminazione nei confronti delle donne. È la posizione espressa dall'Avvocata generale della Corte di Giustizia dell'Unione europea, Tamara Ćapeta, nelle conclusioni depositate prima della decisione dei giudici europei. La questione è arrivata alla Corte dopo il caso di una cittadina italiana che aveva partecipato a un concorso per diventare agente di polizia ed era stata esclusa a causa della presenza di un tatuaggio di piccole dimensioni.

Il nodo delle uniformi

 Le conclusioni dell'Avvocata generale riguardano più ampiamente le modalità italiane per l'accesso alle forze di polizia. Oltre alle regole sui tatuaggi, viene respinta anche la previsione che obbliga i candidati ad indossare una determinata uniforme in funzione del genere. Secondo Ćapeta, queste disposizioni producono una discriminazione nei confronti delle donne.

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