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Otto anni di guerra in Siria, lʼappello delle Nazioni Unite: "La crisi non è ancora finita"

L’83% dei siriani viva sotto la soglia di povertà e 11,7 milioni di persone che necessitano di una qualche forma di assistenza umanitaria e di protezione

Otto anni fa, il 15 marzo del 2011, cominciava la guerra in Siria. Anche se ad oggi non sentiamo più parlare di bombardamenti, la crisi non è terminata. A sottolinearlo sono tre alti rappresentanti delle Nazioni Unite che, alla vigilia degli incontri fra i Ministri degli Esteri che si terranno a Bruxelles in occasione della terza Conferenza Sostenere il futuro della Siria e della regione, hanno lanciato un appello affinché venga assicurato supporto ininterrotto e su vasta scala ai siriani vulnerabili, ai rifugiati e alle comunità che li accolgono. Le esigenze umanitarie all’interno della Siria continuano a toccare livelli record, con 11,7 milioni di persone che necessitano di una qualche forma di assistenza umanitaria e di protezione. Gli sfollati interni sono circa 6,2 milioni e oltre 2 milioni di ragazzi e ragazze non possono ricevere un’istruzione nel Paese. Si stima che l’83% dei siriani viva sotto la soglia di povertà e che le persone siano sempre più vulnerabili a causa della perdita o dell’assenza di mezzi di sostentamento duraturi.

“Senza un’iniezione considerevole e immediata di fondi, è probabile che l’erogazione di beni di prima necessità quali alimenti, acqua potabile, cure mediche, alloggi e servizi di protezione dovrà essere interrotta”, ha dichiarato Mark Lowcock, Sottosegretario Generale delle Nazioni Unite per gli Affari Umanitari. “È fondamentale che la comunità internazionale resti al fianco di donne, uomini, bambine e bambini che in Siria hanno bisogno del nostro aiuto per soddisfare le esigenze più elementari e poter vivere una vita dignitosa. Se i donatori assicureranno i fondi necessari, potremo implementare i piani volti a conseguire tali risultati.”

Tale situazione è, inoltre, all’origine della più vasta crisi di rifugiati del mondo. Vi sono oltre 5,6 milioni di rifugiati siriani, mentre nei paesi confinanti sono 3,9 milioni i membri delle comunità ospitanti coinvolti dalla crisi. Le Nazioni Unite chiedono con urgenza di incrementare i finanziamenti per assistere le popolazioni colpite lanciando un appello per la raccolta di 3,3 miliardi di dollari da destinare alla risposta in Siria, e di 5,5 miliardi di dollari per il Piano per i rifugiati e la resilienza nei Paesi confinanti.

“Essendomi recato in visita pochi giorni fa in Siria e presso i rifugiati siriani in Libano, sono profondamente preoccupato dal divario sempre più ampio riscontrato fra le loro enormi esigenze e il supporto attualmente garantito alla risposta internazionale alla crisi in atto. A otto anni dall’inizio della crisi di rifugiati di più ampia portata degli ultimi decenni, circa il 70% dei rifugiati siriani vive un’esistenza al limite, sotto la soglia di povertà”, ha affermato Filippo Grandi, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati. “La riduzione dell’assistenza dovuta al taglio dei fondi comporta che i rifugiati debbano fare ogni giorno scelte strazianti, quali ritirare i propri figli da scuola per farli lavorare o ridurre i pasti. In tal modo, divengono inoltre più vulnerabili a sfruttamenti e abusi.”

“È essenziale che la comunità internazionale rimanga salda nel sostegno ai milioni di rifugiati siriani che vivono nei Paesi confinanti e che ancora necessitano di protezione e assistenza. Allo stesso modo, il supporto deve essere esteso alle comunità locali e ai governi che hanno garantito accoglienza a milioni di rifugiati siriani negli ultimi otto anni”, ha dichiarato Grandi. “È necessario aiutare, inoltre, quei rifugiati, nonché gli sfollati interni, presenti in numeri ancora più elevati, che scelgono di fare ritorno nel proprio Paese, in condizioni davvero difficili.”

I Paesi di accoglienza e le relative comunità necessitano di finanziamenti sicuri per continuare a sostenere i rifugiati, garantire che i servizi pubblici siano disponibili, e ampliare le opportunità sia per i rifugiati sia per i cittadini. Essi hanno accolto i rifugiati con generosità, offrendo loro asilo e protezione, rendendo accessibili i servizi pubblici, consentendo a un numero sempre più elevato di persone di contribuire alle economie locali e rafforzando in egual misura la resilienza tanto dei rifugiati quanto delle comunità locali.

“In Siria la povertà è in crescita, le infrastrutture dei servizi di base sono danneggiate o distrutte e il tessuto sociale è ormai al limite”, ha affermato Achim Steiner, Amministratore dell’UNDP. “I governi e le comunità di accoglienza dei Paesi confinanti con la Siria hanno bisogno del nostro sostegno per continuare a dare prova di generosità ai rifugiati, senza rinunciare allo stesso tempo a investire nel proprio sviluppo. È necessario che la comunità internazionale incrementi il sostegno alla resilienza sia in Siria che nei Paesi confinanti.”

Nonostante la quantità significativa di fondi garantita dai donatori nel 2018, l’anno scorso solo il 65% dei 3,4 miliardi di dollari necessari per il Piano d’intervento in Siria è stato finanziato. Nel 2018, il Piano regionale per i rifugiati e la resilienza da 5,6 miliardi di dollari è stato finanziato per il 62 per cento. I tre alti rappresentanti delle Nazioni Unite lanciano un appello congiunto alla comunità internazionale dei donatori affinché si impegni con generosità a sostenere gli obiettivi del 2019, in occasione della conferenza di alto profilo che si terrà domani.

UNHCR Italia lancia una raccolta fondi - Proprio in occasione dell’ottavo anniversario del conflitto in corso in Siria, l’UNHCR Italia lancia una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi a sostegno dei programmi di emergenza per le migliaia di famiglie siriane, rifugiate nei paesi vicini alla Siria o sfollate all’interno del paese, che vivono oggi in condizioni di estrema povertà e di grande sofferenza. Il personale dell’UNHCR è in Siria per dare protezione e assistenza alle famiglie siriane, fornendo aiuti umanitari, aiutandoli a riparare le case danneggiate affinché possano rioccuparle, ristrutturando scuole per assicurare che i loro figli possano ritornare a sperare in un futuro migliore. La campagna vede anche il coinvolgimento di alcuni volti noti dello spettacolo, della musica e dello sport, tra i quali i testimonial dell’UNHCR: Alessandro Gassmann, Francesco Pannofino, Elisa Sednaoui, Nicole Grimaudo, Lino Guanciale, Antonia Klugmann oltre a Emma Marrone, Carolina Crescentini, Cecilia Dazzi, Maria Chiara Giannetta, Claudio Marchisio, Rocco Papaleo, Tosca, Fabio Canino, Simone Montedoro, Simona Cavallari. Tutte le celebritá coinvolte hanno accettato di promuovere l’iniziativa sui loro profili social, facendo sentire la loro vicinanza alle famiglie siriane. Anche l’attore americano Ben Stiller, Goodwill Ambassador dell’UNHCR, sostiene i rifugiati siriani. Nei giorni scorsi Stiller è stato in Libano insieme all’UNHCR dove ha incontrato diverse famiglie di rifugiati siriani. In questo breve video l’attore lancia il suo appello di solidarietá verso la popolazione siriana:

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