Messico, il nuovo re dei narcos è un cittadino americano: così gli Usa non possono toccarlo
Dopo l'uccisione di "El Mencho",il cartello di Jalisco è nelle mani di Juan Carlos Valencia. Nato in California, è protetto dalle stesse leggi americane
A sinistra Juan Carlo Valencia, presunto nuovo leader del cartello di Jalisco. A destra il predecessore El Mencho, ucciso in un blitz a febbraio © Tgcom24
E se a capo del cartello di droga più potente del Messico, e probabilmente del mondo, ci fosse un cittadino americano? Sarebbe possibile comunque perseguirlo in territorio estero? È questo il dilemma davanti al quale il dipartimento di Giustizia statunitense sembra essersi trovato durante gli sforzi per combattere il Cartel de Jalisco Nueva Generacion (Cjng), una delle organizzazioni criminali più violente e che da anni ha preso il controllo del traffico di stupefacenti sintetici verso gli States. Nel bel mezzo della guerra anti-droga lanciata dal presidente Donald Trump, il mirino delle forze americane sarebbe infatti puntato contro il 41enne Juan Carlos Valencia. Nato a Santa Ana, in California, poco a sud di Los Angeles.
L'assassinio di "El Mencho" e la successione di "El 03"
La scintilla di questo problema è - paradossalmente - una delle operazioni più importanti nella battaglia contro i narcos messicani, vale a dire il blitz dello scorso 22 febbraio in cui è stato ucciso Nemesio "El Mencho" Oseguera, il padrino che da tempo dominava incontrastato i sanguinosi ranghi del Cjng. Ora, dopo mesi di apparente interregno in cui il cartello ha reagito in maniera violentissima contro lo Stato messicano, il governo americano ha ufficialmente nominato l'uomo che avrebbe preso il suo posto a capo dell'organizzazione. Proprio Juan Carlos Valencia, noto come "El 03". Sul suo capo pende una taglia da 5 milioni di dollari.
© Us State Department
La schermata ufficiale della pagina dell'Counterterrorism americano, in cui El 03 viene indicato come leader del Cjng
Le origini americane di Valencia e il legame con "El Mencho"
Juan Carlos Valencia è nato il 12 settembre 1984 a Santa Ana, in California. Il sangue di "El 03" e il suo destino sono già segnati: è infatti figlio di Armando Valencia Cornelio, fondatore del Cartel Milenio dalle cui ceneri nascerà il Cjng, e di Rosalinda Gonzalez Valencia, a capo dell'ala armata della Cjng. Da adulto, Valencia viene praticamente adottato in qualità di "figliastro" da El Mencho, che intreccia una relazione con sua madre. Di "El 03" si sa molto, eppure si sa al contempo molto poco. Un risultato cercato e voluto dal narcotrafficante, che da decenni ha deciso di vivere nell'ombra gestendo i traffici - in particolari quelli di droghe sintetiche verso gli Usa - senza mai esporsi troppo. Motivo per cui, nonostante nel 2007 compaia già in documenti giudiziari americani e nel 2020 sia stato condannato in contumacia per reati di droga e armi, le forze armate non sono mai arrivate nemmeno vicine a catturarlo. E anzi, conl'arresto nel 2015 del fratellastro "El Menchito" e la recente morte del patrigno "El Mencho", sarebbe rimasto l'unico erede di sangue capace di prendere le redini del cartello messicano.
Il doppio passaporto e il garbuglio dello ius soli
Non è chiaro se effettivamente "El 03" si sia seduto sul trono una volta occupato da "El Mencho". La testata specialistica Insight Crime continua a ipotizzare una frantumazione interna al cartello, per cui diverse operazioni fanno capo differenti padrini tra cui anche Juan Carlos Valencia. Ma se nei documenti americani come leader è indicato solo Valencia, significa che Washington ha scelto il suo nuovo antagonista. Peccato che abbia il doppio passaporto, messicano e americano. "Dovremmo cambiare le regole di ingaggio", ha spiegato una fonte del dipartimento di Stato statunitense al New York Post. Per legge infatti la casa Bianca non può "mettere in pericolo un cittadino statunitense". Il tutto grazie a quello ius soli che il tycoon vorrebbe tanto abolire, ma che finora ha retto botta.
Come aggirare il nodo della cittadinanza americana
Valencia è dunque "protetto dal protocollo standard, che prevede il lancio di un’operazione militare" in Messico. Nulla però vieta agli 007 e ai militari americani di raccogliere informazioni sul campo e condividerle con le forze armate messicane, che avrebbero solo il compito di portare a termine il blitz: "In questo modo sarebbe una loro operazione. È l'unico modo per aggirare la questione della cittadinanza, se qualcuno volesse farlo". È anche possibile, però, che la mossa americana di inserire Valencia come leader del Cjng sia un modo per metterlo sotto pressione e limitare in maniera concreta la sua abilità di operare: più ci si sente braccati, meno si è disposti a prendere rischi. Ma quando si ha a che fare con una persona che da decenni riesce a vivere sottoterra, potrebbe non essere la strategia migliore.
