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Hamas, rispunta il leader Sinwar: "Non ci sottometteremo mai a Israele" | Ucciso un generale iraniano in Siria, Teheran grida vendetta

Gaza, raid su campo profughi: almeno 68 vittime, 12 bambini. Da Hamas e Jihad no al piano dell'Egitto per il cessate il fuoco

26 Dic 2023 - 00:20

La guerra in Medioriente giunge al giorno 80. Hamas e la Jihad Islamica hanno respinto la proposta egiziana di sostituire il loro governo a Gaza in cambio di un cessate il fuoco permanente. Un generale delle Guardie rivoluzionarie iraniane è stato ucciso in Siria in un attacco di Israele. Secondo il ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas, nell'attacco al campo profughi di Al Maghazi sono morte almeno 68 persone. Per la prima volta dopo il 7 ottobre torna a parlare Yahya Sinwar, leader di Hamas a Gaza: "Non ci sottometteremo mai a Israele".


Diecimila tonnellate di armi ed equipaggiamento militare: è il totale degli aiuti Usa a Israele dall'inizio della guerra. Lo ha riferito la tv Canale 12 spiegando che ci sono voluti 244 trasporti aerei e 20 navi per consegnare gli aiuti. Inoltre il ministero della Difesa israeliano ha effettuato acquisti dagli Usa per 2,8 miliardi di dollari. Senza contare, ha aggiunto l'emittente, che le linee di produzione dell'intero sistema industriale militare lavorano a pieno ritmo.


Nel suo primo messaggio pubblico dopo i massacri del 7 ottobre, il leader di Hamas a Gaza Yahya Sinwar ha affermato che la fazione islamica sta affrontando una "battaglia feroce e senza precedenti" contro Israele, aggiungendo che Hamas non si sottometterà mai alle "condizioni dell'occupazione". In un discorso alla leadership politica di Gaza, riferita tra gli altri dal Times of Israel, Sinwar si è detto fiducioso nella vittoria sostenendo che Hamas è riuscita a uccidere "più di mille soldati" nemici, cifra lontanissima dal bilancio delle autorità israeliane che stimano a poco più di 150 il numero dei soldati caduti finora.


Il presidente iraniano Ebrahim Raisi ha dichiarato che Israele "pagherà certamente" per l'uccisione in Siria di un alto generale delle Guardie rivoluzionarie. "Senza dubbio, questa azione è un altro segno della frustrazione, dell'impotenza e dell'incapacità del regime sionista nella regione", ha detto Raisi in una dichiarazione e ha aggiunto che Israele "pagherà certamente per questo crimine".


Un generale delle Guardie rivoluzionarie, l'esercito ideologico iraniano, è stato ucciso in Siria in un attacco vicino a Damasco attribuito a Israele. Lo ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale iraniana Irna. Il generale Razi Moussavi, uno dei consiglieri più esperti dei Guardiani in Siria, è stato ucciso in un "attacco del regime sionista poche ore fa" nel quartiere di Sayyida Zeinab, a sud di Damasco, ha riferito l'Irna.


Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è stato contestato durante un discorso in Parlamento dalle famiglie degli ostaggi trattenuti nella Striscia di Gaza dall'inizio della guerra contro Hamas, 80 giorni fa. "Ora, ora", hanno scandito i parenti degli ostaggi in diversi momenti del discorso, mentre il primo ministro dichiarava che le forze israeliane avevano bisogno di "più tempo" per garantire il loro rilascio continuando le operazioni nel territorio palestinese.


Reparti di terra dell'esercito israeliano sono entrati "all'alba di oggi nei campi profughi nel settore centrale" della Striscia di Gaza. Lo ha affermato alla Knesset un membro del gabinetto di guerra israeliano, il leader del partito ortodosso 'Shas' Arie Deri. 


Hamas e la Jihad Islamica hanno respinto la proposta egiziana di sostituire il loro governo a Gaza in cambio di un cessate il fuoco permanente. Lo scrive Haaretz sulla base di informazioni giunte oggi dall'Egitto. Il piano egiziano, sostenuto dal Qatar, prevede un nuovo scambio di prigionieri, seguito da un cessate il fuoco permanente e dalla futura costituzione a Gaza di un governo di tecnocrati. Dalla Striscia anche il sito di informazione 'Gaza Report' scrive di aver appreso che Hamas e la Jihad islamica "hanno respinto ufficialmente" il piano egiziano.




Il ministro degli Esteri israeliano, Eli Cohen, ha annunciato di aver negato il visto e non voler prolungare un altro a due funzionari dell'Onu in Israele. Lo annuncia lo stesso ministro su X affermando di non voler più "lavorare con chi coopera con la propaganda di Hamas". 


Si scava anche a mani nude tra le macerie nel campo profughi di Al Maghazi, che secondo Hamas è stato colpito ieri da un raid israeliano che ha causato almeno 70 morti. "Ci sono ancora feriti e cadaveri sotto le macerie", ha detto un portavoce dell'ospedale Al-Aqsa ad Al Jazeera. 


L'esercito israeliano ha ulteriormente elevato oggi lo stato di allerta al confine con il Libano e ha chiuso al traffico ampie porzioni della Alta Galilea. Posti di blocco sono stati istituiti in una decina di importanti incroci stradali fra cui quelli di Sasa, Baram, Banyas e Naftali. Le principali città dell'Alta Galilea, Kiryat Shomona e Metulla, sono completamente deserte. Molti edifici sono stati danneggiati dal fuoco proveniente dal Libano.


Il presidente iraniano Ebrahim Raisi ha fatto appello a "fermare il massacro a Gaza" in un messaggio a papa Francesco in occasione del Natale. "A causa della mancanza di una azione decisa da parte delle organizzazioni internazionali, abbiamo assistito alla morte di oltre 17mila persone. Spero che ci sarà presto un'iniziativa internazionale per fermare l'uccisione di civili innocenti a Gaza", ha scritto il presidente iraniano nel messaggio al Pontefice.


L'esercito israeliano ha bombardato postazioni di Hezbollah nel sud del Libano. Lo riferisce Al Jazeera. In particolare, si precisa, sono stati colpiti obiettivi nel villaggio di Aita al-Shaab.


"Si stima che ci siano 50mila donne incinte nella Striscia di Gaza, di cui oltre 180 che partoriscono ogni giorno". Ad affermarlo è l'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi Unrwa in un messaggio su X. "I medici e le ostetriche dell'Unrwa stanno facendo tutto il possibile per fornire assistenza alle donne incinte dopo il parto e ad alto rischio presso i 7 (su 22) centri sanitari operativi dell'Unrwa", ha sottolineato.


Il capo dell'Organizzazione mondiale della Sanità ha denunciato la "decimazione" del sistema sanitario nella Striscia di Gaza devastata dalla guerra e ha ribadito il suo appello urgente per un cessate il fuoco. "La decimazione del sistema sanitario di Gaza è una tragedia", ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus su X. La scorsa settimana l'Oms aveva avvertito che non c'erano ospedali funzionanti nel nord della Striscia.


Il ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas, ha annunciato che almeno 60 persone sono state uccise nell'attacco israeliano che ha colpito il campo profughi di al-Maghazi, nel centro della Striscia di Gaza. Il ministero ha affermato che l'attacco israeliano ha distrutto almeno tre case nel campo.

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